20 novembre processo Pelissero

  20 novembre processo Pelissero


SOLE SILVANO E BALENO ULTIMO ATTO? n° 2

VALSUSA T. A. V. LUPI GRIGI

Potrebbe finire la farsa tragica.

Il 20 novembre 2002 alle ore 9, nel nuovo palazzo di giustizia di Corso Vittorio, la 1° sezione penale della corte d’appello di Torino (presiede Alberto Oggero) si riunisce per valutare il caso di Silvano Pelissero su ciò che resta dei capi d’accusa cassati a Roma, decapitati della montatura politica malamente imbastita da Maurizio Laudi pubblico ministero forcaiolo, insieme agli immancabili ROS dei carabinieri e all’antiterrorismo della polizia.

Le “prove granitiche” a carico dei “Lupi grigi” fantomatici ecoterroristi anarchici, tanto sbandierate da Laudi attraverso l’instancabile amplificatore dei media, si sono squagliate rivelandosi per quel che sono: un mucchio di sterco.

Il 27 di settembre il processo era stato rinviato per un vizio di procedura, forse per allontanare ancora di piu’ il momento della sentenza definitiva. C’era stato un nutrito presidio davanti al tribunale e l’occupazione della Mole antonelliana per stendervi un grande striscione che rinfrescava la memoria a tutti: ASSASSINI. Anche in altre citta’ si erano tenuti presidi per Silvano. Di recente gli anarchici fiorentini hanno ricordato il sopruso su Silvano manifestando contro l’alta velocita’ (occupazione della tomba etrusca della “montagnola”).

C’è ancora il rischio che tornando a Torino il procedimento rifinisca nelle mani lorde dei compagni di merende di Maurizio Laudi, ai quali si accodano gli avvoltoi della SITAF, la società autostrade che ha già devastato con il suo asfalto la Valsusa, che attraverso il loro avvocato (Aliprandi) insistono nel richiedere oltre 100 milioni di lire di danni a Silvano.

Era già andata così in 1° grado e in appello, dove i suoi amichetti giudici, Giordana e Accordon, avevano provveduto a tacitare la difesa e a gratificare l’accusa, condannando l’unico superstite dei tre anarchici, Silvano Pelissero, a pene corrispondenti alle richieste del P.M. .

Ma appena uscita dal giro degli amici del bar del palazzo di giustizia di Torino, la montatura si sgretola e persino i magistrati della cassazione di Roma non riescono a prendere sul serio le insulsaggini di Maurizio Laudi.

Travolti dalle loro stesse logiche aberranti, gli inquisitori, non paghi di aver fatto morire in stato di detenzione Sole e Baleno sotto il peso di capi d’imputazione che loro stessi hanno ammesso essere fasulli, proprio per giustificare quelle due morti violente, hanno voluto che a Silvano fosse inflitta una dura condanna (6 anni e 10 mesi, divenuti 6 anni e 1 mese in appello) soltanto per accreditare le accuse -false-, affichè Sole e Baleno non fossero morti per niente. E non avendo prove, non hanno esitato ad usare illazioni e menzogne per infangare Silvano, saldamente coadiuvati da sbirri (in tribunale) e giornalisti (di fronte all’opinione pubblica).

Un’operazione di salvataggio di un’immagine compromessa da tanto orrore, cui la combriccola degli assassini, ovverosia: magistrati, sbirri, giornalisti, politicanti e speculatori del TAV, non potevano rinunciare, pena una forte perdita di credibilità di fronte al loro gregge ed un conseguente calo nell’accettazione delle loro porcate imposte a tutti. Una credibilità minata dal ripresentarsi dell’insabbiatissima vicenda dell’armeria Brown Bess di Susa (spaccio d’armi per conto dello stato -390 pistole- ) -maresciallo CC G.Tessari factotum- ispettore PS E. Souberan depistatore- F. Fuschi serial killer di stato- P.M. M. Laudi referente giudiziario.

Chiunque abbia seguito con attenzione queste vicende, ha potuto fugare ogni dubbio sulla natura criminale dello stato, sulla disumanità del potere, che per conservarsi e rafforzarsi ha la necessità imprescindibile che i sacrifici umani coronino i suoi riti spettacolari. Anche in democrazia non esistono poteri buoni.

L’avranno ben capito gli abitanti della Valsusa in via di devastazione irreversibile grazie alla costruzione della linea del Treno ad Alta Velocità. Meglio chinare la testa di fronte a qualsiasi sopruso, meglio non protestare troppo, per non attirarsi i fulmini della violenza istituzionale, se no si corre il rischio di fare la fine di quei tre anarchici. I loro sindaci, ultima ruota del carro del potere, stanno pazientemente cominciando a farglielo capire, spiegando l’ineluttabilità del volere degli speculatori, presentandola come una calamità naturale, per cui non si può fare altro che chiedere un rimborso…

Bisognerà emigrare da quell’inferno. Ma questo poco importa. Sono soltanto le vite delle persone.

Come Sole Silvano e Baleno.

Mercoledi’ 20/11/2002 ore 9.00 PRESIDIO-COLAZIONE in solidarieta’ con Silvano, di fronte all’ingresso

principale del PALAZZO DI GIUSTIZIA organizzato dagli anarchici delle case occupate.

ASILO – BAROCCHIO – RROSALIA – EX VESPAIO – -FORTE GUERCIO (AL) – TUTTOSQUAT

TUTTOSQUAT


Barocchio Squat compie 10 anni

  Barocchio Squat compie 10 anni


Barocchio 10 anni

3 sgomberi 4 occupazioni 17 arresti

Grande festa in citta’ per i 10 anni di occupazione del Barocchio, (strada del Barocchio 27 Grugliasco). Si comincia Venerdi’ nell’esedra di Piazza Vittorio con partite di bocce, pastis e musica. Grande striscione “Torino Occupa”. Alla mezzanotte falo’ davanti allo squat e gruppi punk francesi. Sabato sera si festeggia nel cuore della citta’: Palazzo Madama spalanca i suoi finestroni da cui stavolta si affacciano gli squatter, che hanno invaso lo scalone barocco dello Juvarra in abiti da gran gala’, armati di champagne e di fuochi d’artificio. Sulla balconata riappare lo striscione “Torino Occupa”. Brindisi. E la festa continua davanti al palazzo tra la folla, tavolini, altro champagne, posti a sedere, musica e buffet, ovviamente tutto Bella Vita. Le danze impazzano per un paio d’ore. Il corteo della festa che lascia la piazza a ritmo di samba si attarda a danzare sulle auto blu… Di notte al Barocchio 100 dj’s per i 10 anni, maratona disco fino al pomeriggio dopo…

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