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Notre Dame de Landes (FR): Appello dei Chats Teigneux – 10 giorni di resistenza alla Châtaigne

Notre Dame de Landes (FR): Appello dei Chats Teigneux – 10 giorni di resistenza alla Châtaigne

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Fonte: https://zad.nadir.org/spip.php?article761
Tradotto da Resiste!: https://resiste.squat.net/

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Il 4 dicembre ha avuto luogo il processo riguardante la domanda di autorizzazione di demolizione delle case costruite alla Châtaigne in seguito alla manifestazione di rioccupazone del 17 novembre 2012. Il resoconto avrà luogo l’11 dicembre. La Prefettura vorrebbe buttar giù un luogo simbolo della mobilitazione di 40.000 persone contro l’aeroporto e il suo mondo.

Fin d’ora un appello all’azione decentralizzata circola in caso di attacco sul luogo: Contro l’aeroporto e il suo mondo: se distruggono il nostro luogo di organizzazione, occuperemo il loro!

E’ sempre possibile recarsi sul sito, non cederemo alla pressione poliziesca e all’ocupazione attuale della zona. Le costruzioni continuano l’energia è sempre all’appuntamento! Più che mai è indispensabile far vivere questo luogo. Non lasciamoci affumicare dalle loro proposte di negozziazione, è sul terreno che si fa la lotta, non nei palazzi di Matignon.

PS: rimane ancora molti altri luoghi sulla ZAD e l’occupazione continua altrove. Numerosi altri cantieri sono in corso!

Appello dei Chats Teigneux

(Dalla Châtaigneraie, la Chât

aigne, la Castagne, Premier Presidio, les Souches, le Kyste)

Dal 5 al 15 dicembre: continuiamo a resistere, teniamoci pronti.

Il 17 novembre, 40.000 persone, molto diverse e determinate, si sono assembrate sulla ZAD per ricostruire. Un gesto di risposte dopo un mese di sgomberi, destruzione e resistenza. D’allora, il movimento non ha mai cessato di ampliarsi.

L’operazione César, per quanto riguarda lo svuotamento della zona dai suoi abitanti, ha miseramente fallito. Ci rattristano le nostre case demolite, i nostri amici feriti, i nostri compagni incarcerati. La collera ha riempito i boschi e non siamo mai stati così numerosi, la ZAD, anche se assediata, non è mai stata così viva. Malgrado i tentativi di divisione, la rioccupazione ha generato delle complicità forti e indedite, che chiedono solo di intensificare. Un nuovo legame è nato.

In questo nuovo luogo di rioccupazione, dei collettivi di qui e d’altrove hanno costruito un villaggio: una manufattura, una NO TAVerne, una sala comune, una cucina collettiva, due dormitori, un infermeria e un black-block sanitario con vasca da bagno calda. In tre giorni, tutti questi edifici sono sorti dalla terra grazie alla gioia di essere lì tutt’insieme, a darsi i mezzi di lotta fin d’ora e per l’avvenire. Piantare un chiodo partecipa allo stesso modo di chi difende una barricata, impedisce agli alberi della Foresta di Rohanne di cadere, si trova con gli 8.000 davanti alla Prefettura, sabota Vinci e il PS o riapprovvigiona in cibo e materiale.

Dopo una settimana di vita e costruzione, la Castagne è stata occupata, depredata e saccheggiata dalla sbirraglia. Ma non si spegne un vulcano con una gru! Questa sera, la Castagne è più bella di prima: 45 trattori incatenati la difende, diverse centinaia di persone si prodigano a rinforzare le barricate, ricostruire e approvvigionare. La procedura di sgombero è precipitata per questo terreno prestato da un contadino, che apparterrebbe ormai a Vinci. Ogni ritiro degli sbirri, ogni ricorso giuridico posto è tempo di guadagnato per organizzare la vita e la difesa dei luoghi. Ecco dove siamo arrivati. E, fino dal 5 dicembre, la demolizione della Châtaigne potrebbe essere autorizzate.

Da parte nostra, abbiamo un’altra visione di quello che si passa qui. Il termine “secession”, utilizzato per ribattezzare le strade barricate “secession road”, prende un senso concreto ormai. Tutto quello che la nostra infanzia ha sognato e che l’organizzazione della società aveva infranto o ostacolato, si trova qui ravvivato. Quando il governo ha raso al suolo le case, distrutto le capanne negli alberi o gli orti, ha suscitato una rabbia profonda che viene da lontano. Malgrado la violenza e la paura, i momenti di gioia sono preziosi e numerosi. E ogni volta, è spontaneamente che gli uni e gli altri trasportano valige, lamiere e pedane. E’ come se il lavoro non esistesse più. Non ci sentiamo più obbligati da qualcosa, è un’altra cosa, una sostanza magica, che ci rende operosi. E’ costume che i soldi non fanno forza di legge tra gli abitanti. Oggi, in un villaggio dalle sembianze di una cittadina da ricercatori d’oro, certi contadini e abitanti discutono di collettivizzare le terre. Questi nuovi usi della zona ci portano ben aldilà di questa storia di aeroporto. Voliamo prolungare questo movimento di “secession”. L’occupazione della Chataigneraie è solo una base, con questo tutto è possibile.

Ecco perché lanciamo l’appello di dieci giorni di resistenza dal 4 al 15 dicembre alla Châtaigne. Per rinforzare e difendere i luoghi, continuare ad abitare questo vasto territorio, riprendere le strade e i campi, le foreste e i boschetti. Insieme,  impediamo la presenza e la pressione della polizia. Non vogliamo più vederli dirigere i nostri spostamenti, la nostra “vita, morte e miracoli”. Non vogliamo più essere controllati. Dobbiamo essere numerosi per cacciarli via, che Notre-Dame-des-Landes diventi il loro calvario!

Sappiamo anche che la forza dei venerdì 23 e sabato 24 novembre tende alla reattività dei comitati di sostegno di tutta la Francia. Ecco perché questi dieci giorni di resistenza devono anche essere l’occasione per tutti e in ogni luogo di organizzare azioni di occupazione, bloccaggio e sabotaggio, etc. Sappiamo già che non si tratta solo di sostegno. Ogni gesto è un momento di vita condiviso tra qui e là. Che si espanda lo spirito della ZAD nelle metropoli!

Questi dieci giorni di resistenza si prolungheranno il 15 e 16 dicembre per l’assembramento dei comitati e collettivi coinvolti nella lotta (vedere l’appello sul sito zad.nadir.org). Sarà l’occasione per organizzare a più lungo termine le presenze sul luogo. Chiediamo di venire con delle proposte. Ci sono già qualche idea: laboratori (fucina, bici, radio, cartografia, falegnameria,…), settimane di cantiere, discussioni tematiche, appuntmenti regolari raggiungibili. Fin d’ora siete invitati a venire mangiar, cucinare e discutere tutti i mezzogiorno.

Meraviglia! Consideriamo la vittoria e pensiamo all’avvenire senza aeroporto…

Info pratiche e piani di azione su: zad.nadir.org.

Venite equipaggiati: tende, sacco a pelo, equipaggiamento contro la pioggia, maschera anti-gas, etc.