Milano: Cosa succede in Giambellino?

giambellaIn quest’ultimo anno si è parlato molto del noto quartiere del Giambellino, anche grazie al libro e al documentario prodotti e promossi dal collettivo Immaginariesplorazioni, che hanno contribuito a far conoscere il valore storico e sociale di quest’area di Milano.

Il quartiere oggi vive tuttavia una serie di problematiche e contraddizioni che, nonostante la ricchezza costituita dalle associazioni e dai gruppi locali, rendono spesso difficile la vita dei suoi abitanti.

Qualche mese fa, ALER ha diramato un comunicato in cui si dichiarava l’intenzione di abbattere le case facenti parte del complesso di edilizia popolare “quartiere Lorenteggio” (situate tra via Giambellino e via Lorenteggio), senza alcun preavviso agli abitanti né altri avvisi da parte del Comune.

Il Quartiere Lorenteggio è un quadrilatero di case popolari, delimitato dalle vie Lorenteggio, Giambellino, Odazio e Inganni. L’area è probabilmente – tra i grandi quartieri di proprietà ALER – l’ultima a non avere usufruito di alcun intervento di riqualificazione negli ultimi 40 anni. Qualche mese fa è girato in rete un documento Aler che definiva “da demolire” 372 alloggi del Quartiere. Tale documento è apparso particolarmente allarmante dato che, essendo evidentemente impossibile demolire selettivamente 372 alloggi del quartiere, per la prima volta sembrava alludere ad una prospettiva di completo abbattimento del Quartiere.

L’area di edilizia popolare in questione vive da anni una situazione di innegabile disagio, dovuta soprattutto all’incuria e alla scarsa vivibilità delle strutture che, unite alla complessità della convivenza tra persone diverse e spesso con difficoltà di comunicazione e comprensione reciproca, rendono necessario un intervento di riqualificazione da parte delle istituzioni e dell’ente gestore. A ciò si aggiunge la presenza di circa 500 alloggi vuoti, non assegnati perché da ristrutturare (che in alcuni cortili rappresentano quasi il 50% degli appartamenti), che contribuiscono ad aumentare il senso d’isolamento e abbandono degli abitanti, oltre a rappresentare un insulto alle famiglie bisognose di una casa.

In uno di questi cortili si è potuto sperimentare un meccanismo, previsto dai regolamenti, di autogestione partecipata dagli abitanti, che ha dato buoni frutti sia dal punto di vista della manutenzione e cura dei luoghi, che dal punto di vista comunitario e sociale (Autogestione Giambellino 146).

La popolazione delle case popolari e le associazioni della zona si sono subito mosse chiedendo spiegazioni al Comune e ad ALER: da qualche mese non si ha notizia dello stato del procedimento che era stato annunciato, probabilmente a causa dei vari cambiamenti in Comune e degli scandali che hanno coinvolto ALER negli ultimi mesi.

La popolazione delle case popolari e le associazioni della zona si sono subito mosse chiedendo spiegazioni al Comune, che ha dichiarato di non saperne nulla: ad oggi non sembra esistere nessun piano di riqualificazione del quartiere, né un serio pensiero intorno ad esso. L’unica prospettiva di cui ogni tanto si sente parlare è quella dell’abbattimento.

Tuttavia l’episodio ha favorito la nascita di un movimento dal basso, fatto da abitanti del quartiere e dalle associazioni del territorio, per reagire a quella che è sembrata fin da subito una “finta soluzione” proposta dalle istituzioni: quella dell’abbattimento invece della riqualificazione, sentita più che mai necessaria nella zona interessata.

Per questo da circa due mesi le associazioni e i cittadini si stanno riunendo per preparare una controproposta dal basso e soprattutto per far passare in maniera forte il messaggio che “occuparsi delle periferie” e dei quartieri non significa cancellare i luoghi sensibili, ma, al contrario, coinvolgere attivamente i cittadini nella presa in carico degli stessi.

Milano In Movimento continuerà a seguire la vicenda e a tenervi aggiornati.

Immaginariesplorazioni presenterà il libro sul Giambellino a ZAM, la sera del 13 Febbraio

http://www.milanoinmovimento.com/finestre/cosa-succede-in-giambellino