Salonicco (Gr): Raid al Nadir Squat e arresto di due compagni anarchici

da: informa-azione

Apprendiamo da alcune stringate veline riportate dai media nostrani, che giovedì 11 luglio 2013 due anarchici “italiani” sarebbero stati arrestati a Salonicco. In realtà nessuna fonte ellenica, né di controinformazione né di regime, fa cenno alla nazionalità dei due; mentre è ipotizzabile che l’attribuzione dei “premi pulitzer” locali sia dovuta all’arresto dei compagni nel corso di un’operazione inerente un attacco rivendicato da una cellula della Federazione Anarchica Informale, erroneamente percepita dai pennivendoli nostrani come “sigla” italiana. Basandoci quindi su quanto riportato da fonti elleniche, ci sentiamo per il momento di smentire l’italianità degli arrestati… a prescindere dall’irrilevanza della nazionalità di fronte a questi argomenti.

Le manovre repressive che hanno portato al rastrellamento del Nadir Squat e al conseguente sequestro dei compagni, sarebbero scaturite dalla combustione di un plico esplosivo indirizzato ad un funzionario di polizia in pensione coinvolto nelle operazioni contro la Cospirazione delle Cellule di Fuoco, avvenuta il 3 luglio all’interno di un centro di smistamento postale nei pressi di Atene. La spedizione del plico era stata rivendicata sul sito di Indymedia Atene (qui tradotta dal sito contra-info).


Segue la traduzione di un comunicato sull’operazione repressiva e gli arresti al Nadir Squat tratta da actforfreedom e tradotta da contra-info:

Nella notte dell’11 Luglio 2013, due anarchici sono stati arrestati in seguito ad una vasta operazione di polizia. Gli sbirri hanno perquisito lo squat anarchico Nadir e il campus di Salonicco. Allo stesso tempo c’è stata un’orchestrata operazione mediatica con i soliti giornalisti amici delle guardie. Nel giornale “Vima”, ci sono dettagli e la foto di un compagno. Nel pomeriggio di Venerdì, la polizia ha rilasciato un pietoso comunicato.

Pesanti accuse vengono attribuite senza connessione con le “prove” confiscate. C’è un’accusa per “possesso di esplosivi” senza esplosivi trovati. Nel loro stupido delirio, gli sbirri hanno addirittura incluso nel loro comunicato un’azione avvenuta in un albergo a Jakarta, Indonesia. Ovviamente stanno testando i nostri limiti, i limiti degli strati sociali, forzando finché non trovano resistenza.

La scena si ripete: compagni, conosciuti o meno, arrestati dalla polizia, con pesanti accuse di terrorismo e – come idioma – anarchia, accuse prive di prove, segue poi l’esposizione di queste persone, dei loro amici e parenti, infine queste persone vengono chiamate, dopo anni di prigione, in aula per dimostrare che non sono elefanti, che non hanno fatto ciò di cui sono accusati.

Sfortunatamente il totalitarismo che coinvolge ogni campo, irrazionalmente e arbitrariamente, tende a divenire la norma. Ed essa viene seguita poi dall’abitudine, apatia e indifferenza.

Gli arrestati a Salonicco sono stati portati al GADA (stazione centrale di polizia a Atene) dato che c’è anche l’accusa di partecipazione alla CCF, il che significa che presto verranno interrogati da qualche investigatore del caso.

Poco dopo gli scontri a Skouries, arresti, pestaggi, scontri e catture, scontri di insegnanti al ministero dell’educazione, l’attacco degli scagnozzi della Delta al presidio per K. Sakkas, e gli attacchi coordinati di polizia e nazi allo spazio sociale Synergio a Ilioupoli, lo stato urla “sono e sarò qui”.

Il ministro della polizia e dell’oppressione, Dendias, poco dopo l’annuncio degli arresti a Salonicco ha ricordato che il motto è: oppressione e “unità nazionale”.

Nessun ostaggio nelle mani dello stato.
Solidarietà a tutti quelli che si rivoltano.
Tenete duro, siamo con voi.

A presto ulteriori notizie.

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