Torino: Biblioteca Autogestita Fenix

Fenix è un’occupazione anarchica che nasce come luogo d’incontro e scambio, come spazio di controinformazione e discussione. Luogo dove si vuol rendere possibile una socialità diversa da quella messa in scena da media, social, locali di tendenza e dalle imposizioni sociali e legalitarie.

Fenix attiva già (ufficialmente dal 2002) una distribuzione itinerante di testi, video, manifesti, magliette, toppe, spille, dischi e cd libertari. E dal 2002 pubblica le sue autoproduzioni.

L’idea di una biblioteca autogestita nasce da queste premesse e si vuole costituire come terreno del libero scambio di idee e saperi con il contributo di tutti coloro che vorranno mettere a disposizione un testo e condividerlo.

In continuità con il progetto del Rabel Occupato, si proporranno delle cene per le quali non sarà necessario utilizzare denaro ma servirà portare dei libri che andranno ad ampliare la biblioteca .

La biblioteca sarà accessibile a chiunque senza necessità di lasciare documenti: si potranno prendere in prestito uno o più libri da leggere a casa, a Fenix, o da proporre come lettura collettiva. [Read More]

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Torino: cos’è Fenix

Fenix non è un centro sociale, non è un locale alternativo e non è solo un luogo di documentazione. Ma il punto d’incontro dell’autogestione, dell’autocostruzione e dell’autoproduzione. Fenix negli anni è stata il fulcro dell’azione diretta che ha portato prima all’occupazione del Paso, poi all’occupazione del Barocchio e nel nuovo millennio all’occupazione di 4 osservatori ecologici ecc…. In 31 anni la palazzina Fenix è vissuta soltanto quando è stata occupata, il resto è abbandono e degrado. Le varie amministrazioni non hanno saputo far altro che assegnare ad associazioni di comodo lo spazio per sottrarlo agli occupanti, risultato: attività elitarie e porte chiuse. Dal giorno della rioccupazione Fenix è realmente riaperto alla cittadinanza. Lo dimostra il flusso continuo di persone che partecipano e propongono le iniziative della Fenice. Tutti possono proporre e realizzare iniziative a Fenix, esclusi gli autoritari di tutte le risme. Le attività di Fenix spaziano fra benefit e Bellavita. [Read More]

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Torino: Fenix occupa al volo. La fenice riprende il volo

20170514_Fenix_occupa_al_voloFENIX OCCUPA AL VOLO
LA FENICE RIPRENDE IL VOLO

Dall’uovo della Fenice nascono le occupazioni a Torino in un’epoca cupa come gli anni ’80. Proprio per questo fu perseguitata e cacciata. Occupata nell’Ottantasei nella prima notte d’occupazione del decennio, durante il plenilunio d’estate, sgomberata di buon mattino, rioccupata due volte nell’Ottantanove (più di 100 processati per il reato di occupazione) e poi ancora. Fenix nidifica nella casetta di corso s. Maurizio angolo via Rossini dal 2002 al 2005, quando viene sgomberata con altre 2 casette dei giardini Irreali per la pulizia pre-olimpica del sindaco Chiamparino. Niente contestatori in centro in periodo olimpico! Ma intanto la Fenice ha fatto le sue autoproduzioni. Passa il messaggio. Già nel 2002 esce Le scarpe dei suicidi il libro nero che mette a soqquadro il vasto mondo degli autoritari e dei poteri più corrotti. La Fenice ci parla di Sole e di Baleno due anarchici occupanti accusati di essere attentatori no tav, entrambi morti detenuti nel ’98. Poi altri ovetti letterari e musicali si schiudono: Tutto per niente su Stirner, la rivoluzione spagnola attraverso la Cronaca appassionata della Colonna di Ferro di Abel Paz, le banlieu in rivolta nel Rogo della vanità, il terzo valico no tav, la Storia del DadA, Un cadavre (André Breton), gli IERI, i Kobra Killer… E le 6 edizioni del festival nomade di cortometraggi autoprodotti TORINO RIBELLE. Ma le uova con la sorpresa più esplosiva sono quelle delle occupazioni che dilagano ovunque, in città e fuori. Chi è stato a contatto con il fuoco della Fenice crea altri spazi di libertà e piacere. Fenix è rioccupata il 25 aprile e il primo maggio del 2006, durante le feste popolari che da allora gli squatter inventano ogni anno. Vedrà più di 50 processati per questi momenti di gioia. Altre esperienze si affacciano in centro sul volo della Fenice, così 4 osservatori ecologici occupati, così la più recente esperienza del Rabel fra la mole e l’università. Intanto la Fenice era volata prima in Barriera di Milano, Fenix2, e poi di nuovo in centro, Fenix3 (l’ex università abbandonata di economia e commercio). Entrambe sgomberate. Sull’ala est di Fenix il graffito mitologico di Torino, dipinto in 2 puntate da Luca Abort immerso in una torma di “impiegati” e già involato sulle ali nere della Fenice, fatto raschiare da Sergio Chiamparino perché non restasse alcuna traccia di vita aliena. Per sottrarla all’uccellaccio di fuoco l’amministrazione PD assegna la casetta di via Rossini ad un gruppetto filogovernativo che la userà per anni, prestandosi ad essere l’ultima ruota dell’ingranaggio della repressione. Ma ora anche questo momento di reazione deprimente è finito. In trent’anni, generazioni di occupanti si sono succedute sull’orbita di Fenix. La Fenice riprende a vivere nel suo habitat. Distribuzione di materiali autoprodotti e antiautoritari, incontri, dibattiti, concerti, assemblee, feste, giochi, Bellavita, restauri della struttura abbandonata e degradata. Ma soprattutto azione diretta e autogestione. E libero svolazzare del pensiero in questo luogo d’incontro. Il nido della Fenice riprende a fiammeggiare nel cuore di Torino. Brucia di passione insieme a noi!

Fenix occupata Torino, 12 maggio 2017

https://distrofenix.noblogs.org/comunicati/fenix-occupa-al-volo/

Torino: Occupazione e sgombero di Fenix 3

Occupazione di Fenix 3
Sabato 28 novembre 2009, ore 16.30.

Fenix risorge dalle sue ceneri. La luna è quasi piena.
Abbiamo rioccupato Fenix, Fenix al cubo- Fenix cube- Fenix 3 – Siamo appollaiati sul tetto.
Ha trovato un novo covo cubico la Fenice, il mitico uccello di fuoco
che diede il via alle occupazioni a Torino (nel lontano 1986,
plenilunio d’estate). Questa volta si tratta della facoltà deserta di
economia e commercio in piazza Arbarello 8.
Mille volte occupata, mille volte sgomberata la Fenice svolazza sulla città.
Osservatorio astronomico contro la repressione, dalla sua groppa
fiammeggiante abbiamo visto e combattuto le nefandezze dell’ingiustizia
sociale, sancita da Dio e dalle leggi, attraverso la violenza
istituzionalizzata dello stato.
Fenix punto di raccordo, da lei si
trovano gli amanti dell’azione diretta e dell’autogestione, gli
inadattabili che si permettono la follia di vivere qui e adesso,
l’impossibile utopia, assistendo al proprio incendio e al conflitto che
genera. [Read More]

Torino: Fenix – Prossime Iniziative

Giugno 2007

Dopo una settimana di occupazione facciamo un sunto delle esperienze vissute in questi giorni:

Da sabato 2 Giugno, data dell’occupazione del nuovo Fenix, son passate tante persone del quartiere (Oltre che i nostri amici) ed alcuni dei giovani stanno già partecipando alle iniziative , ed altri meno giovani hanno espresso la loro solidarietà e simpatia nei confronti degli occupanti, segno contrario di quello che và scrivendo La Stampa… [Read More]

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Repressione a Torino 2006

  repressione a Torino 2006


TORINO: REPRESSIONE PRE-OLIMPICA Appuntamenti 22.07.2005 TORINO: REPRESSIONE PRE-OLIMPICA 5 ANARCHICI E 2 COMUNISTI IMPRIGIONATI FENIX SEQUESTRATA

Tre compagni sono sfuggiti all’arresto, altri sette sono indagati. Due ragazzi sono gia’ stati detenuti senza motivo per 10 giorni. Case e squat sono stati perquisiti. Pare che siano in arrivo decine di nuove denunce per il corteo antifascista del 18 giugno, per gli scontri davanti al CPT e per le ultime occupazioni, tutto insieme… “Il Fenix e’ il centro che forse piu’ preoccupava i responsabili dell’ordine pubblico torinese”. e’ stato sgomberato e sequestrato e murato. Sono riusciti, con un truschino giudiziario a chiudere “l’osservatorio astronomico contro la repressione”, occupato dal dicembre 2002. Una reazione un po’ sproporzionata per un paio di cariche di polizia in via Po, partite con il pretesto di impedire ai manifestanti di passare da piazza Castello per raggiungere i Giardini Reali, la conclusione concordata del corteo. Cariche condotte svogliatamente dagli stessi digos e celerini, che pur avevano l’ordine superiore di aggredire ed accanirsi contro qualsiasi tentativo di transitare per il centro. La manifestazione del 18 giugno era stata indetta contro gli accoltellamenti fascisti avvenuti al Barocchio squat. Qui due anarchici erano stati feriti gravemente durante un’aggressione di tre macchine zeppe di picchiatori fascisti, all’alba di domenica 12 giugno. Ad uno era stata tranciata con una coltellata un’arteria del braccio, l’altro finiva in prognosi riservata, con intervento d’urgenza per ricucire una coltellata al diaframma…Volevano uccidere. Un salto di qualita’ criminale nella piu’ schietta tradizione fascista, dove si guadagna prestigio con i pestaggi. Squadracce scomparse per molti anni e ed ora ricomparse in citta’, grazie a nuove ed inaspettate complicita’. Si’, perché in questa citta’ – medaglia d’oro per la resistenza contro il fascismo – il Sindaco, un certo Chiamparino (DS), non ritiene di solidarizzare con gli accoltellati (abitano in uno squat) e, quando la manifestazione antifa viene caricata con accanimento dagli sbirri, su preciso ordine del questore, solidarizza immediatamente con loro anche dalla lontana Taormina, dove si trova in meritata vacanza. Non solo, ma si premura di rispondere ad un fascista che scrive e viene logicamente pubblicato da Specchio dei tempi. Costui ha visto lo striscione “Lo Stato uccide”, che campeggiava su Fenix, e ne e’ rimasto indignato. La verita’ offende il potere e i suoi servi. e’ il pretesto per invitare il Prefetto a “prendere provvedimenti” contro Fenix, luogo di ritrovo della stragrande maggioranza della Torino antagonista. Ma perché tutto questo spreco di energie repressive? Il Sindaco, sensibilizzato da poteri fortemente interessati, d’accordo con le autorita’ repressive della citta’, vuole sgomberare uno spazio particolarmente attivo contro la repressione e la speculazione legate alle olimpiadi invernali del 2006 e alla costruzione della linea del TAV. Una repressione preventiva contro quelli che il potere ritiene i piu’ accaniti oppositori, in citta’ e fuori, dei suoi progetti devastanti. La stessa sorte tocca alle tre occupazioni successive dell’Eco-osservatorio 2006, creato apposta per seguire olimpiadi e TAV, tre sgomberi di case – sane – abbattute o devastate. Stessa sorte per l’LSO (disobbedienti), il cui sgombero era stato richiesto dal tardo-fascista A. Ghiglia promuovendo un corteo (20 fasci scortatissimi) contro il centro sociale. Stessa sorte per il neonato Tortuga Squat Island di Collegno, evidentemente troppo sensibile alle tematiche anti-TAV (avevano gia’ organizzato una serata). Sgombero! Ma evidentemente a Torino, in giunta comunale, le idee fasciste contano molto e possono condizionare le decisioni della giunta di sinistra. Cosi’ Agostino Ghiglia di AN indirizza i suoi complimenti fascisti alla compagna dei DS, sindaco di Collegno, che fin dal primo giorno ha chiesto lo sgombero del Tortuga squat, additandola ad esempio e sprone, se ce ne fosse bisogno, per il compagno Chiamparino. Il quale cede anche alle pressioni di un altro tardo-fascista di AN, Ventriglia, che gl intima di costituirsi parte civile contro il corteo antifascista caricato dagli sbirri. E lui lo fa! Chiamparino deve dimettersi – con vergogna -. Un simile personaggio, succube della politica forcaiola di destra, non puo’ restare in carica in una citta’ che basa la sua identita’ sull’antifascismo, per cui ha versato e continua a versare il suo sangue. Ugualmente deleteria, in qualita’ di provocatore poliziesco di disordini, l’attivita’ del questore Rodolfo Poli – troppo influenzabile – forse piu’ adatto a gestire un plotone di legionari fanatici che una citta’. Ma dopo la canea mediatica concentrata contro gli anarchici delle case occupate, sembra che la parte del leone tocchi all’autorita’ giudiziaria. Per un paio di giorni quotidiani e TV hanno aperto il gioco insistendo su nuove pesanti incriminazioni. Quel che ci pare incredibile e ci conferma la debordante arroganza del potere, e’ che sia stato incaricato di “procedere” contro i manifestanti un PM, Marcello Tatangelo, che gia’ si era distinto nell’ordire, insieme a Maurizio Laudi, la vergognosa montatura delle “prove granitiche” contro i presunti “Lupi Grigi”, crollata miseramente persino in Cassazione, una montatura che uccise Sole e Baleno e tolse la liberta’ a Silvano Pelissero. Ricordiamo che la montatura crollo’ proprio nel suo aspetto politico piu’ pretenzioso, quello che riguardava i reati associativi. Non c’era banda armata e non c’era associazione sovversiva, niente di niente… E’ singolare perché sara’ proprio Tatangelo l’incaricato di costruire un castello accusatorio con il dichiarato intento di infliggere i maggiori danni possibili ad un movimento antagonista, che ripresentandosi unito a Torino, fa paura agli uomini del potere. Quale credibilita’ puo’ offrire un PM come Tatangelo, recentemente squalificato dall’utilizzo strumentale e politico di montature giudiziarie clamorose, se non di fronte ad un giudizio preconfezionato e superfazioso? Ma paradossalmente Tatangelo ci viene presentato come accusatore, proprio per questa sua attitudine di consumato costruttore di teoremi giudiziari a sfondamento politico. Questi personaggi amplificati dai media asserviti stanno costruendo a Torino un attacco reazionario preventivo contro ogni forma di dissenso, un attacco che va ben al di la’ della solita repressione degli squatter e degli anarchici, ma che mira a colpire ogni forma di espressione antagonista non istituzionalizzata (sindacati di base, RDB, CUB, Cobas), in odore di sovversione secondo gli ultimi rapporti dei servizi segreti. Anche gli immigrati vivono giorni difficili, perche’ nei quartieri popolari dove abitano si e’ intensificata ancora di piu’ la repressione, che ha causato 4 morti in pochi mesi, persone che pur di fuggire dalla morsa degli sbirri rischiano la vita e talvolta la perdono. Fuori Torino si prepara un attacco frontale al movimento anti-TAV, che, nel momento della repressione, vedra’ le forze dell’ordine usare la violenza contro la popolazione che presidia i cantieri. Il movimento inoltre sara’ attaccato nelle sue componenti antagoniste che offriranno una resistenza allo stupro di Stato, mentre sindaci e madonnari, condannando “la violenza estremista” e denunciando gli immancabili “terroristi”, rientreranno nei ranghi di chiesa e partito. Questo e’ il progetto repressivo dello Stato. Ci troviamo di fronte ad un progetto di ampio respiro ed estremamente articolato, che mira a colpire i movimenti popolari nel loro insieme, da quello anti-TAV, di cui squat e centri sociali sono parte integrante, a quello della protesta operaia non istituzionalizzata, a quello di chi lotta contro i CPT, tutti insomma color
o che sono impegnati a contestare il potere ed i suoi businness. Non a caso il potere ha sfoderato in questo frangente un’arma storica: i fascisti. Tutta la manovra repressiva a Torino trae spunto e pretesto proprio da un’aggressione fascista… Solidarieta’ con gli arrestati. Liberi subito. Liberi tutti. Liberta’ per Fabio, Sacha, Andrea, Tobia, Mauro, Darco ed Emanuele! Martedi’, concerto davanti alle Vallette. Giovedi’, corteo di solidarieta’. Rioccupiamo Fenix, luogo di incontro della Torino anarchica e antagonista. Distruggiamo la rinascita del fascismo a Torino. Smascheriamo e combattiamo i suoi complici. Fenix! Torino, 21 luglio 2005

FENIX!


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