Venezia: Perquisito Ex-Ospizio Occupato per azione No Tav con accusa di 270 sexies

Venezia – Nelle prime ore della mattina di martedì 2 dicembre 2014, le forze repressive hanno perquisito l’ex Ospizio Occupato Contarini per un’azione No Tav; l’accusa verso ignoti è di 270sexies.

Segue comunicato:

Stamattina, 2 dicembre 2014, verso le 10.30 una quarantina tra Digos e Carabinieri in borghese ha fermato due compagni all’esterno dell’Ex Ospizio Contarini Occupato, a Santa Marta. Hanno quindi proceduto, dopo varie intimidazioni, a perquisire i due compagni, sottraendo con la forza le chiavi della casa occupata a uno dei due.
Gli sbirri sono quindi entrati a perquisire i locali dello spazio, sequestrando bombolette spray e vernici da ricondurre a un’azione di solidarietà No Tav avvenuta il 16 novembre scorso, durante la quale è stata imbrattata la facciata del Tribunale di Venezia con vernice rossa e scritte. Perquisizione motivata dalla nota vicinanza sempre dimostrata al movimento No Tav e, scopriamo solo dopo, dal tristemente noto reato di 270 sexies (condotta con finalità di terrorismo), rivolto in questo caso verso ignoti. [Read More]

Roma: Incontro No Tav e dibattito con alcuni compagni dalla Valsusa

NOTAV_Incontro_No_Tav_e_dibattito_con_alcuni_compagni_dalla_ValsusaCOLPEVOLI DI RESISTERE, Lunedi 5 maggio, NO TAV TOUR. Roma h.17 Università La Sapienza

Incontro-dibattito con alcuni compagni No Tav che ci aggiorneranno sulla situazione della lotta in Val di Susa e sugli ultimi arresti per terrorismo.

Dal 9 dicembre 2013 infatti quattro No Tav, Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò sono stati arrestati e posti in regime di alta sicurezza (AS2) nelle carceri di Ferrara, Alessandria e Roma. L’accusa è quella di terrorismo per il sabotaggio di un compressore e per aver “danneggiato l’immagine dell’Italia”. Alla questione penale si aggiunge la canea mediatica e diffamatoria intesa a creare un clima di paura, da “anni di piombo”, per screditare tutto il movimento No Tav e con esso tutte le lotte popolari che attraversano l’Italia. [Read More]

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Torino: azione in solidarietà con i 4 notav arrestati

Oggi lunedi 6 gennaio, a quasi un mese dagli arresti dei 4 compagni accusati di terrorismo, in segno di solidarietà mandiamo un chiaro messaggio alla città, srotolando dalla cupola del simbolo di Torino, la mole, uno striscione con su scritto LO STATO TAV’VELENA, TUTTI LIBERI ricordando che gli arresti non fermeranno mai la lotta al TAV, all’autoritarismo e rimarcando l’appoggio a chi viene colpito dalla repressione. I fatti accaduti risalgono a lunedì 9 dicembre: Alle 5 del mattino arrivava la notizia della presenza della digos e della celere sotto due case occupate torinesi: l’asilo occupato e l’occupazione abitativa di via Lanino. I solidali accorsi, dopo una prima ipotesi di sgombero realizzarono che si trattava dell’ennesima caccia all’uomo, infatti le autorità infami entrate in entrambi gli stabili con un mandato di cattura per quattro indagati, arrestano Chiara, nel suo appartamento in Via Lanino e Claudio, a cui tocca la stessa sorte, fermato poco dopo fuori città. Nel frattempo anche a Milano gli sbirri entrano in casa di Mattia, con lo stesso mandato, traducendolo nel carcere di Torino insieme agli altri. Le accuse contro questi nostri compagni a cui se ne aggiunge uno, Niccolò già da un mese alle vallette, sono pesanti: riguardano un’azione diretta contro il cantiere del TAV avvenuta nella notte fra il 13 e il 14 maggio di quest’anno, durante la quale sono stati provocati ingentissimi danni ai macchinari che si trovavano al suo interno. L’accusa (tra le tante) è quella di terrorismo. Tutt’ora i compagni si trovano ancora rinchiusi nel carcere delle vallette.
Noi siamo e saremo sempre solidali a chi rischiando la propria vita e la propria libertà, attacca in modo deciso il capitale e i suoi tentacoli, a chi, ben cosciente di quanto la violazione della giustizia in Val di Susa a causa dell’esistenza del cantiere TAV sia schiacciante, ha cercato di aprire una breccia nel cuore di tutto un popolo che lotta contro il mostro tecnologico. Conoscendo le gravi accuse per cui Chiara, Nico, Mattia e Claudio sono stati arrestati, vogliamo cercare di portare loro la massima solidarietà per far sentire loro che fuori da quelle mura che spezzano vite, c’è sempre gente che gioiosamente combatte contro tutte le forme di autorità e oppressione, per l’autogestione e la libertà. Ogni azione contro il potere ci riempie il cuore e sappiamo che la solidarietà ai compagni ora arrestati si porta avanti sempre più sicuri ed agguerriti con la lotta che noi assieme a loro faremo contro tutte le forme di sfruttamento.
Terrorista è lo stato, solidarietà con i detenuti No Tav e non.

Torino squatter e affini

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Torino: Repressione No Tav – Perquisizione di Asilo Occupato e via Lanino, arrestati Chiara e Claudio

lunedì 9 dicembre
Ore 5
– Apprendiamo, con invito alla solidarietà diffusa, di un’operazione repressiva contro l’Asilo Occupato (in via Alessandria 12) e l’occupazione abitativa di via Lanino a Porta Palazzo, Torino.

A partire dalle 5 del mattino diversi veicoli della polizia intorno alle due occupazioni e l’irruzione all’interno degli spazi; gira voce di un tentativo di sgombero. Non è ancora chiaro di cosa si tratti, ma circola la notizia di possibili perquisizioni e arresti legati alla resistenza No Tav.

Nelle ore successive la conferma. Non si tratta di sgomberi, vengono perquisite le due occupazioni e un’altra abitazione; verso le 8 gli sbirri se ne vanno portandosi via qualche occupante: una compagna (Cecile) e un compagno (Greg) sono trattenuti perché sottoposti a foglio di via o divieto di dimora e dovrebbero venire rilasciati nelle prossime ore, mentre Chiara è tratta in arresto. Nelle ore successive, anche Claudio è stato tratto in arresto.

Le accuse nei confronti della compagna e di altri due compagni già sottoposti a misure cautelari(Niccolò già in carcere e Claudio con divieto di dimora a Torino e inizialmente irreperibile) riguardarebbero un’azione No Tav avvenuta nel maggio scorso in Valle di Susa. [Read More]

Genova: Sull’infame sgombero di Giustiniani19 e la resistenza in Val Polcevera

TERZO VALICO E CASE OCCUPATE, NON UN PASSO INDIETRO.
Questa mattina, 7 agosto, intorno alle 9 la Digos di Genova ha trattenuto un compagno che si era recato in questura per le firme quotidiane a cui è costretto, spogliandolo e sequestrandogli le chiavi della casa occupata di via dei Giustiniani 19 e il cellulare in modo che non potesse avvisare i compagni. A quel punto poliziotti, Digos e scientifica, sono entrati nella casa con le chiavi, mentre altri si son calati dal tetto. La casa, occupata il 29 ottobre scorso, è stata sgomberata. Sotto il posto si sono subito recati numerosi solidali che son stati caricati due volte. E’ molto importante sottolineare che proprio in questi giorni a Genova, in Val Polcevera, sono in atto gli espropri ad opera del COCIV e della Questura per la realizzazione del Terzo Valico. Espropri che fino ad ora, son stati tutti respinti dai NoTav e dagli abitanti delle zone da espropriare, tramite presidi permanenti e molto partecipati. Anche in questo momento son in atto quattro blocchi, due a Trasta, uno a Borgo Fornari e uno a Ceranesi. E’ evidente che la politica infame che sottointende gli espropri per la realizzazione del Terzo Valico e lo sgombero di una casa occupata in centro città, da parte della giunta di Marco Doria e della questura genovese, sia la stessa, e che quest’operazione sia rivolta ad intimidire le mobilitazione di questi giorni. In risposta allo sgombero è stato occupato un palazzo in piazza delle Vigne 4, per stasera è prevista un’assemblea per organizzare nuove mobilitazioni e momenti di condivisione. Invitiamo chiunque a venire a Genova ad appoggiare i blocchi contro gli espropri e le iniziative della Casa Occupata.
Giù le mani dalle case occupate e dalle valli in lotta.
Nei prossimi giorni farà molto caldo!

CASA OCCUPATA GIUSTINIANI 19

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Bologna: Sgomberato Spazio Occupato No Tav di via Libia 67

MERCOLEDÌ 18 APRILE VERSO LE 8.00 DEL MATTINO AL NUOVO SPAZIO OCCUPATO NO TAV IN VIA LIBIA 67 SI SONO PRESENTATI SBIRRI DI OGNI TIPO IN UN’AZIONE CONGIUNTA TRA MUNICIPALE, CARABINIERI, POLIZIA, DIGOS, VIGILI DEL FUOCO E CELERE PER PROCEDERE ALLO SGOMBERO.

Gli sbirri, dopo aver speso una buona mezz’ora per capire come poter entrare nell’edificio e superare le barricate all’ingresso, hanno
portato via di peso una parte degli occupanti. Otto compagne, invece, sono riuscite a salire sulla parte più alta del tetto e a resistere
fino alle 12.30 quando la digos le ha portate via di peso dopo l’intervento dei vigili del fuoco conducendole in questura e
identificandole tramite fotosegnalazione. Per tutti è scattata la denuncia per invasione di edificio e alcuni sono stati denunciati per
essersi rifiutati di dare le proprie generalità. Alla richiesta di esibire la carta di identità hanno risposto di chiamarsi “No Tav”.
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NoTav – Arresti e denunce in tutta Italia

NoTav – Arresti e denunce in tutta Italia

Alle 6.30 di questa mattina, giovedì 26 gennaio 2012, un vasta operazione repressiva su mandato della procura di Torino, ha colpito con denunce e misure cautelari moltissimi amici, amiche, compagni, compagne e resistenti No Tav in tutta Italia. Le pratiche di resistenza che hanno mosso questa imponente operazione riguradano gli episodi conflittuali a partire dallo sgombero della Libera Repubblica della Maddalena, passando per l’assedio del 3 luglio e la lunga estate Valsusina.

Delle oltre 40 misure cautelari, 25 sono provvedimenti di custodia cautelare in carcere, 15 misure dell’obbligo di dimora, 1 provvedimento di custodia cautelare ai domiciliari e 1 divieto di dimora nella provincia di Torino

Per aggiornamenti seguite anche lo streaming di Radio Blackout – http://stream.radioblackout.org/blackout.mp3
Mirror dello streaming di Blackout su http://transizionedifase.org/ (per non intasare troppo)
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Parigi (Fontenay): No TAV alla Buissonnière il 25 settembre 2011

In Italia da una ventina d’anni la Val di Susa lotta contro la costruzione della linea ad alta velocità (TAV) che dovrebbe connettere Lione a Torino. Gli abitanti della valle sono risoluti a non lasciar distruggere il loro territorio per il profitto dello Stato e degli imprenditori, che vengono considerati come degli “invasori”. Anche numerose persone venute da fuori partecipano alla lotta esprimendo la loro solidarietà contro questo progetto che incarna la logica capitalista. La costruzione del TAV è la manifestazione concreta di una visione del mondo che oscilla fra la volontà di ricavare sempre più profitti e l’utopia industriale e tecnologica. Per molti è una pietra in più nell’edificazione del nostro sfruttamento e della nostra oppressione.
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