Padova – Sullo sgombero della nuova occupazione del Gramigna

  Padova – Sullo sgombero della nuova occupazione del Gramigna


Padova – Sullo sgombero della nuova occupazione del Gramigna

CONTRO DEGRADO E SPECULAZIONI, 10-100-1000 OCCUPAZIONI

Questo è lo striscione che capeggiava sulla facciata dell’edificio scolastico “G. Zanella – Davila”, (quartiere Torre) lasciato marcire da anni ad opera delle varie amministrazioni comunali, che il collettivo politico Gramigna ha occupato per ricreare un centro popolare e riaprire uno spazio pubblico al quartiere.

La risposta del sindaco non è tardata: infatti, martedì 21/09 lo stabile è stato sgomberato per mano di decine di agenti delle “forze dell’ordine”. Gli abitanti del quartiere che passavano in zona, come nei giorni precedenti, hanno espresso solidarietà ai compagni, delusi che lo stabile venisse nuovamente chiuso.

Siamo rimasti meravigliati per il buono stato di tutto l’edificio, dai bagni alle stanze, come ad esempio la palestra, con tanto di spalliere ed attrezzi utilizzabili; ma quello che ci ha più colpito è la quantità di materiale didattico praticamente nuovo presente nel prefabbricato che veniva utilizzato come scuola elementare: computer, cattedre, lavagne, banchi, sedie ed armadietti. Quanto spreco!

Proprio in questi giorni con la ripresa dell’anno scolastico, fa discutere la notizia che alcune scuole in Veneto (e non solo) non hanno abbastanza sedie nelle aule per gli alunni che sono costretti a sedersi sui banchi, o addirittura c’è chi ha chiesto ai genitori dei bambini delle scuole elementari di “portarsi il banco da casa” perché la scuola non ha i soldi per comprarli.

Chi ha fatto chiudere l’istituto medio inferiore “G. Zanella – Davila” e chi successivamente l’ha lasciato al degrado ha lasciato a marcire un’enorme quantità di materiali (pagati dai genitori degli alunni) invece di metterli a disposizione delle scuole che ne hanno bisogno.

Anche questo è frutto della contestata riforma Gelmini che continua a tagliare i fondi alla scuola pubblica, provocando danni alle famiglie costrette a pagare rette sempre più alte, attaccando l’istruzione che rappresenta un diritto per tutti.

I tagli economici si riflettono anche sui posti di lavoro generando precariato. Infatti, il mese di Settembre, è stato caratterizzato da tantissime mobilitazioni degli insegnanti in difesa dei posti di lavoro in tutta Italia. Questo è solo un aspetto della più generale situazione del mondo del lavoro che negli ultimi anni ha visto aumentare il numero di cassaintegrazioni e di licenziamenti.

Di stabili e in particolare di scuole abbandonate e lasciate al degrado la città è piena.

Negli anni il Centro Popolare Gramigna ne ha occupati molti nel tentativo di restituirli alla collettività, ma le varie amministrazioni comunali li ha sempre fatti sgomberare, lasciandoli nuovamente al degrado. In città ci sono esempi lampanti di questa pratica, basti vedere via Lungargine sinistro a Camin, sgomberato nel 1998 e sempre più degradato, o via Decorati al valor civile sgomberato nel 1996 e ancora murato, via Retrone in zona Sacro Cuore e molti altri ancora.

Anche questo posto è sotto il giogo degli speculatori che hanno come unico interesse il profitto. Questo meccanismo è lo specchio della pratica attuata in tutto il quartiere Torre, storicamente punto di riferimento per tutti gli altri quartieri della zona.

Ribadiamo che il mantenimento di tutti i terreni e costruzioni abbandonate viene pagato dai lavoratori, nella busta paga di ogni mese! Quello che ci spinge ad occupare gli spazi comunali abbandonati da anni è la volontà di riaprirli per chi ha il bisogno di viverli e di farli vivere, e di farlo insieme a tutti i proletari, lavoratori e pensionati, giovani e studenti, mamme e bambini che sentono la necessità di uno spazio di socialità. Un bisogno che ci avevano espresso numerosi abitanti del quartiere Torre con varie idee e proposte.

Il consigliere di quartiere Paolo Cesaro (del PD) ha dichiarato che l’occupazione del Gramigna è intollerabile. Sappiamo bene che per l’amministrazione comunale non è tollerabile chi si riappropria, tramite l’occupazione, degli spazi pubblici generalmente utilizzati da lorsignori per i loro giochi economici e di speculazioni edilizie.

Collettivo Politico Gramigna

www.cpogramigna.org

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