Grecia: repressione e resistenza durante la pandemia

In collaborazione con il collettivo dei media anarchici Radio Fragmata, presentiamo il seguente report dalla Grecia sui continui tentativi da parte del Governo che – insieme a imprenditori, polizia e fascisti – cerca di trarre vantaggio dalla pandemia di COVID-19 per intensificare la repressione – e sugli sforzi di anarchici, migranti, prigionieri, lavoratori ribelli e altri per combattere e aprire spazi di libertà.

Questi aggiornamenti sono un adattamento del contributo mensile di Radio Fragmata al podcast “Bad News Report” sulle attuali condizioni in Grecia. Speriamo di sensibilizzare su questa situazione e di far convergere più ascoltatori sul podcast stesso; vi raccomandiamo “Bad News Report” e l’Anarchist/Anti-Authoritarian Radio Network nel suo insieme. [Read More]

Atene: Polizia all’interno dell’Università di Economia. Vancouver squat simbolicamente rioccupata

Tutto è iniziato lunedì 24 febbraio 2020 all’interno della sede dell’Università di Economia di Atene, quando un poliziotto non in servizio e in borghese è sceso dalla bicicletta e ha iniziato a molestare un venditore ambulante migrante che stava fuori dal cancello principale. Il poliziotto è stato notato da degli studenti anarchici a causa dei suoi stivali e del suo casco che portavano le insegne della polizia ed è stato subito affrontato.

Preso dal proprio panico, ha iniziato a correre all’interno dell’area universitaria ed è riuscito a restare intrappolato in un corridoio senza uscita, dove ha puntato una pistola contro gli studenti e con il dito sul grilletto ha minacciato di sparare loro, puntando la pistola per almeno cinque minuti, mentre chiamava disperatamente i suoi colleghi al telefono per venire a salvarlo. Gli studenti, non perdendo la calma, ma allo stesso tempo non facendo un passo indietro, gli hanno chiesto di mettere giù la pistola e di uscire dall’università. Pochi minuti dopo decine di poliziotti antisommossa hanno preso d’assalto l’università e durante l’orario delle lezioni hanno attaccato gli studenti con granate flash bang e gas asfissianti, creando il caos a causa di un poliziotto imbecille che si credeva un cowboy. [Read More]

Atene: Rioccupazione di Villa Kouvelou

Oggi, 22 dicembre 2019, Villa Kouvelou è stata nuovamente occupata assieme a molte persone. Siamo partiti organizzati, abbiamo deciso di fare una manifestazione per le strade di Marousi e nel centro commerciale sempre a Marousi. Dopo la dimostrazione, i poliziotti OPKE e i poliziotti antisommossa (MAT) hanno attaccato senza motivo. Hanno lanciato gas lacrimogeni sulle persone che facevano la spesa nel centro commerciale. La maggior parte delle persone se ne sono andate tutte insieme, ma non c’è immagine né fotografia di questo momento.

[Seguiranno altre notizie con una traduzione completa di questo comunicato].

Il fuoco che abbiamo iniziato non si fermerà mai..
Villa Kouvelou rimane occupata.
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Atene: ¡No Pasarán! Anarchici reagiscono allo sgombero della Villa Kouvelou

Il governo greco è entrato in guerra con anarchici ed antiautoritari, dopo il termine dell’ultimatum di 15 giorni emesso dal Ministero dell’ordine pubblico nei confronti delle dozzine di occupazioni a carattere politico ed abitativo per persone rifugiate situate in tutta la Grecia (alcuni tra questi squat esistono da più di 30 anni), minacciando le occupazioni di sgomberi violenti da parte della polizia in assetto antisommossa e delle altre forze speciali di polizia nel caso non fossero stati abbandonati entro la scadenza imposta. L’ultimatum è terminato giovedì 5 dicembre 2019; una decisione politica dello Stato greco che mira ad agitare e a creare una “atmosfera esplosiva”.

A seguito della prima ondata di attacchi e sgomberi, principalmente rivolti contro le occupazioni che ospitano rifugiati, la seconda ondata di attacchi è appena iniziata, questa volta contro occupazioni politiche e centri sociali. In concomitanza con l’arresto di alcuni antifascisti e con la proposta di assoluzione giudiziaria dei leaders neonazisti nel processo al partito politico Alba Dorata, il governo greco di destra e il suo autoproclamatosi socialista ministro dell’ordine pubblico martedì 17 dicembre hanno proceduto allo sgombero dell’occupazione Villa Kouvelou, situata nel quartiere di Marousi, ad Atene, mentre altri tre squat (Matrozou 45, Panaitoliou 21 e Arvali 3) sono stati sgomberati oggi (18 dicembre), a Koukaki, altro quartiere ateniese, a seguito di una massiccia operazione di polizia che ha terrorizzato un intero quartiere con la brutalità della polizia, attaccando le persone che vivono nelle case adiacenti che non erano occupate. Sono state diffuse nei media immagini brutali di poliziotti greci in assetto antisommossa con gli stivali schiacciati sulla testa di persone a terra e di una madre legata sul pavimento della sua terrazza con un cappuccio in testa, fatti che ricordano le immagini delle torture di Abu Ghraib. [Read More]

Atene: Un anno e mezzo di City Plaza

22 aprile 2016 – 22 ottobre 2017: un anno e mezzo di City Plaza
Oggi il City Plaza compie un anno e mezzo.

Era il 22 aprile del 2016, infatti, quando 250 attiviste/i e rifugiate/i hanno “preso in mano” l’hotel City Plaza, nel centro di Atene. Un albergo che come molte altre imprese era chiuso da 6 anni dopo il collasso economico e le politiche di austerity attuate dal governo. Questo hotel abbandonato è stato trasformato in un luogo di accoglienza per rifugiate/i e in uno spazio di solidarietà. Da allora, per oltre 500 giorni, quest’iniziativa di solidarietà ha offerto un alloggio gratuito e dignitoso nel centro di Atene a più di 1.700 persone, indipendentemente dalla loro nazionalità e dal loro status di residenza. Le 120 stanze dell’albergo ospitano 350-400 persone alla volta; un terzo di loro sono bambine e bambini.

Ci sono altri modi per “misurare” quel che è successo qui negli ultimi 18 mesi. Lo si può fare con i 385.000 pasti caldi serviti dal “gruppo cucina” o con le 35.000 ore di lavoro spese nelle postazioni che all’entrata dell’albergo o nei balconi dell’edificio si occupano della sicurezza; con le 13.560 ore di turni alla reception o con gli oltre 32.700 rotoli di carta igienica distribuiti dal team che gestisce il magazzino. Lo si può “calcolare” anche con le consegne dei 156 furgoni carichi di verdure fresche e di carne; con le incalcolabili ore dedicate alle pulizie o all’ambulatorio medico; con quelle spese nell’insegnamento all’interno delle due classi create, nello “spazio donne”, nel cortile-campo giochi; o, ancora, con le 18 tonnellate di olio da riscaldamento consumati dai boilers e dai radiatori. [Read More]

Atene: Il City Plaza non si arrende

“Resisti alla burocrazia dell’immigrazione e dei passaporti. Alle spaventose bandiere degli Stati,
Alla diplomazia, Alle fabbriche di armi da guerra” – Michalis Katsaros

L’ordine del tribunale per lo sgombero del Refugee Accommodation Space City Plaza è solo l’ultimo atto di uan serie di attacchi repressivi nei confronti dei rifugiati e del movimento di solidarietà internazionale.
Dalla chiusura dei confini al vergognoso accordo tra Unione Europea e Turchia, dai campi di prigionia agli sgomberi degli spazi occupati, si articola una politica mirata a rappresentare i rifugiati come un nemico. Un nemico che va combattuto con l’uso diretto e indiretto della violenza di Stato. La violenza sui corpi degli stranieri genera paura e fa sprofondare la società in una ancora più profonda barbarie.

Negli ultimi 14 mesi il City Plaza, insieme a tutte le altre occupazioni abitative di rifugiati, ha rappresentato un’anomalia nell’uso dello spazio pubblico, opponendosi alla costante riproduzione del discorso repressivo e razzista contro i rifugiati. L’esperienza del City Plaza non solo ha dimostrato che i rifugiati possono vivere in armonia e con dignità insieme alle persone del luogo ma, insieme alle altre iniziative simili, rappresenta la concretezza di un’Europa diversa da quella dell’Eurogruppo e di Frontex. Un’Europa di solidarietà, di lotta, di umanità, che dà fastidio a chi sta al potere. [Read More]

Atene: Exarcheia, primo anno dello squat Themistokleous 58

One_Year_58_SquatIl 10 gennaio 2017, lo squat Themistokleous 58 a Exarchia ha concluso il primo anno di attività. In questo anno il nostro squat ha intrapreso una serie di iniziative per intensificare la guerra sociale, e ha partecipato a numerose azioni di sostegon a progetti e individui presi di mira dalla repressione delle autorità.

Abbiamo messo in avanti la solidarietà anarchica internazionalista tra ribelli, perché crediamo che può essere una relazione reciproca destinata a sviluppare affinità e complicità contro lo Stato, il Capitale e la dominazione, e continuiamo a farlo nella pratica distruggendo le false divisioni basate su origine, lingua, genere, orientazione sessuale e il bagaglio religioso o profano di chiunque sia associato in qualsiasi maniera al nostro progetto.

Ci siamo opposti al patriottismo e al razzismo diffuso (che sia manifesto o nascosto), e rifiutati di discriminare chi migra sulla base dello statuto attribuito loro dalle autorità (rifugiati contro non-rifugiati). Abbiamo cercato di intrecciare la lotta contro il controllo e la repressione della migrazione con una critica esauriente e pratica del complesso di dominazioni che divide e isola ogni tentativo di liberazione per indebolirli e eliminarli più facilmente.

Abbiamo protetto il carattere anti-instituzionale del nostro progetto con ogni mezzo, mantenendo lo squat e le sua attività liberi dalla presenza e l’influenza di ONG, stampa e ogni tipo di intermediario. Abbiamo difeso la nostra autonomia politica senza alterare le caratteristiche fondamentali della nostra comunità agguerrita. Allo stesso tempo abbiamo scelto di incontrare gli/le altr* sul terreno dei disaccordi multirazziali, lavorando insieme ogni qualvolta e ovunque considerassimo che le rispettive strutture politiche e organizzative corrispondevano ai nostri obiettivi. [Read More]

Atene: Nuovo squat in via Themistokleous 58 a Exarcheia

20151210_new_squat_in_Themistokleous_Street_58_Exarchia_AthensNella serata di domenica 10 gennaio 2016 abbiamo occupato l’edificio vuoto in via Themistokleous 58, a Exarchia, Atene. L’intenzione è di aprire un luogo dove i/le migrant*, che sono bloccati qui in Grecia a causa delle politiche migratorie europee, possano vivere e auto-organizzarsi liber* dal controllo di stato. Siamo un gruppo di individui di luoghi e contesti diversi, uniti dalla lotta contro Stati, nazioni, confini, lager, prigioni, capitalismo; contro, alla fin fine, ogni parte di questo sistema marcio di dominazione che ci opprime. Siamo apert* a chiunque sia d’accordo con i nostri principi base e voglia partecipare al progetto senza secondi fini politici.

Questo squat non ha l’intenzione di essere un servizio pubblico. Non siamo “volontar*” e non trattiamo i/le migrant* come vittime. Una delle sfide di questo progetto sarà di superare nella pratica la separazione che ci viene imposta dai confini e la cittadinanza. Questa casa cerca di diventare un luogo dove le persone si organizzano e imparano gli uni dagli altri, a prescindere dalle proprie origini. [Read More]

Atene: Comunicato per l’attacco con sparatoria contro il K*Vox

Comunicato per l’attacco con sparatoria contro il K*Vox il 3/6/2014

All’alba di martedì, circa alle 2.30, ignoti hanno sparato almeno 5 volte contro l’entrata centrale del centro sociale occupato K*Vox. due delle pallottole hanno trapassato la saracinesca e hanno rotto il vetro dell’entrata centrale. Per fortuna a quell’ora nessun compagno si trovava nell’occupazione.

Nell’ultimo periodo il K*Vox insieme agli abitanti, a collettivi e militanti del quartiere ha partecipato alle iniziative per alcune azioni contro le mafie e lo spaccio di droga a Exarchia, che avviene con la collusione e la copertura della polizia. [Read More]

Atene (Grecia): Concerto di solidarietà con le occupazioni a Piazza Victorias, 26/01/2013

NELL’ATTACCO CHE GLI È CONSENTITO DALL’AFASIA SOCIALE ODIERNA METTONO IL GATTO CON LE SPALLE AL MURO.

IL GATTO HA IL DOVERE DI RACCOLTE LE SUE FORZE E TOGLIERGLI GLI OCCHI…

Il mondo della resistenza e della lotta, delle decine di occupazioni e degli spazi auto-gestiti, delle infrastrutture auto-organizzate e della reciproca solidarietà e le migliaia delle persone per le quali Villa Amalias fa parte della loro vita, sono una imagine del futuro.

Sono in caccia di chimere e raccoglieranno incubi. [Read More]

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