Salonicco: 2 compagni anarchici arrestati

Nelle prime ore di mercoledì 27 maggio a Salonicco, due compagni anarchici sono stati tratti in arresto per il tentato attacco incendiario/esplosivo alla casa dell’ ex membro di Nea Demokratia (il partito al governo), e ora presidente del Fondo Depositi e Prestiti, Dimitris Stamatis.
I media greci riportano che un compagno era stato visto da sbirri in borghese mentre faceva un sopralluogo intorno alla casa nel quartiere di Kalamaria; l’altro invece è stato preso nel momento in cui stava piazzando i congegni esplosivi/incendiari. Il primo compagno è stato arrestato qualche ora dopo, mentre andava in bicicletta (gli inquirenti sostengono che fosse la stessa bici con cui era stato fatto il sopralluogo ndT).
E’ scattata una grossa operazione poliziesca ed è stata perquisita la casa del compagno, oltre alle case di altri compagni. Nello specifico, sono state perquisite a fondo 4 case nel quartiere di Ano Poli, e sono stati inoltre indagati altri 10 compagni, poi rilasciati in quanto nulla era stato trovato contro di loro. [Read More]

Porto (Portugal): Chiamata internazionale per azione

APRILE IN AZIONE
Porto, Portugal 2020

Questa chiamata é nata dal rifiuto di conformarsi e aspettare passivamente guardando gli stati e i governi che cambiano il mondo in una macchina di oppressione imposta dai potenti,che neanche nascondono il disirrispetto nei confronti della popolazione.
Siamo stati spettatori di una scalata di eventi i quali ci richiedono di pensare al nostro posto nel mondo, del modo in cui vogliamo vivere e il futuro del nostro pianeta.
Salari bassi,affitti costosi,gentrificazione che spinge la popolazione fuori dalla città, per dare piu spazio ai ricchi,non solo li isola dalle loro radici e storia ma anche non provvede ad alternative risorse per una vita dignitosa.Lo sfruttamento delle risorse come Shale Gas, e Lithium senza il rispetto per la volontà ed il benessere per i cittadini che vivoni li vicino.Nuove costruzioni che distruggono interi ecosistemi,come il progetto di un nuovo aereoporto in Montijo,o macchinari di estrazione che inquinano il territorio e inquinano le acque(la stessa acqua che viene utilizzata nelle case vicine) [Read More]

Rotterdam: Appello per occupare Tweebosbuurt!

Tweebosbuurt è un quartiere nel distretto di Afrikaanderwijk, abitato per lo più da migranti di origine nord africana, e situato a sud di Rotterdam, vicino al centro città. Ci sono quattro blocchi di piccoli edifici che circondano parchi e giardini pubblici.
Questo distretto è stato gentrificato già da anni, principalmente a causa dell’affitto in forte aumento nel resto di Rotterdam che sta favorendo studenti e yuppy a stabilirsi, e poi a rivendicare la pacificazione di uno degli ultimi quartieri vitali rimasti della città.

Il consiglio comunale ha deciso di prendere sul serio questo problema. Il prossimo passo per il completamento della gentrificazione di Afrikaanderwijk è la totale demolizione di Tweebosbuurt. Il complesso comprende un totale di 600 case e negozi, quasi 25000 m2, dove 535 di questi sono proprieta’ di Vestia, un ente privato proprietario e gestore di edilizia pubblica sociale che è incaricato dal consiglio comunale di Rotterdam di trasformare questo pachidermico “piano sociale” in realtà. Vestia è pagata 24 milioni di euro solo per lo sfratto, escluso il prezzo della demolizione e ricostruzione. [Read More]

Bologna: XM24 nello Spazio

Si arrenda chi ci vorrebbe estinte, esiliate o dimenticate: avremo forse poco senno, ma infinita è la nostra fantasia!

Oggi XM24 riapre un luogo chiuso ed abbandonato da decenni. Quella che era la Caserma Sani inizia una nuova vita come luogo di autogestione, solidarietà ed aggregazione. All’abbandono degli spazi pubblici ci opponiamo riappropriandoci degli spazi che ci servono per vivere e respirare.

Per 17 anni XM24 ha prodotto socialità e cultura autogestita in via Fioravanti 24. Uno Spazio Pubblico Autogestito che è stato anche punto di partenza di lotte sociali che hanno attraversato Bologna e l’intero paese. Un luogo dove tante attività hanno potuto sottrarsi alla logica del profitto, un luogo di sperimentazione umana e politica. [Read More]

Castilla-La Mancha (Spagna): Chiamata alla mobilitazione contro lo sgombero

Scriviamo queste righe da Fraguas, un villaggio occupato e ricostruito nella Sierra Norte di Guadalajara. Un paese che 6 anni fa non era altro
che rovine e che attraverso il lavoro e la fantasia di centinaia di persone
che hanno supportato questo progetto autogestito, orizzontale, senza
gerarchie, con il principio della sostenibilità rispetto all’ambiente naturale che lo circonda, imparando giorno per giorno a sostenerci ogni volta meno legatx al sistema capitalistico, curando la terra e raccogliendone i frutti, senza la necessità di danneggiarla e imparando a viverci, dal momento che da quando siamo nati ci hanno insegnato solo a sfruttarla. Praticare un’esistenza collettiva, non
ricadendo nell’individualismo competitivo promosso dal modello
produttivo capitalista. Ristrutturando con i materiali che ci sono stati dati dalla terra le rovine che ha lasciato, in un primo momento, lo stato franchista nel 1968, attraverso l’espropriazione fraudolenta, espellendo per sempre i suoi antichi abitanti per una manciata di pesetas al fine di condannarlx ad una vita di lavoro salariato nella maggior parte dei casi; e più tardi le esercitazioni militariche hanno avuto luogo negli anni ’90. [Read More]

Lecce: E’ stata sgomberata la Biblioteca Anarchica Occupata Disordine

Questa mattina polizia, vigili, proprietaria e ditta incaricata hanno sfondato la porta della Biblioteca anarchica Disordine e provveduto a sostituire il lucchetto. Nei prossimi giorni dovremmo riuscire a recuperare tutto quanto vi era all’interno nonostante la richiesta della proprietaria alla stessa ditta di accumulare tutto il materiale, consegnarlo ad un deposito e murare l’appartamento. Contestualmente
hanno tentato di sgomberare anche un occupante dello stabile accanto creando un varco nel muro ed entrandogli in casa, nonostante viva in quella abitazione da quasi trent’anni.
Il progetto della biblioteca anarchica era nato esattamente tre anni fa. Il mostro della gentrificazione era da tempo una minaccia. I libri e uno spazio anarchico verranno probabilmente sostituiti da sale idromassaggio, resort di lusso, suite e quant’altro e questo ci fa non poca rabbia. E uno degli ultimi quartieri ancora vissuti di Lecce sarà in mano al delirio di onnipotenza di una speculatrice palazzinara ammanicata con vari amministratori comunali e che lo trasformerà completamente. [Read More]

Trento: Bruno non si caccia! Assemble pubblica

Assemblea pubblica mercoledì 10 aprile ore 20.30

Il prossimo 7 giugno scadrà il contratto di comodato d’uso dell’immobile (autorecuperato da cima a fondo!) dove ha trovato casa il Centro sociale Bruno.
Patrimonio del Trentino, la società per azioni controllata interamente dalla Provincia Autonoma di Trento, lo scorso anno ha deciso unilateralmente di rescindere il contratto attraverso un’arida pec. Il motivo della disdetta non è noto perché fino ad ora non sono giunte ulteriori comunicazioni.
Diciamo fin da subito che siamo certi che il piano di “riqualificazione” dell’area ex Italcementi dove sorge l’edificio è impantanato nelle sabbie mobili della governance locale. Né la PAT né il Comune hanno le idee chiare su quale debba essere la lottizzazione (e la speculazione) di un’area di 94.000 mq (!) che comprende anche il dormitorio Bonomelli, la motorizzazione e il campo dei Sinti, e a parte qualche riga tracciata su una planimetria, non c’è nessun atto formale né alcun preventivo di spesa. L’area ex Italcementi rimarrà così come la vedete ancora per molti anni. Qualsiasi ipotesi di farci sloggiare per mettere mano all’intero lotto è alquanto fuorviante e falsa. Perfino Trento Fiere dopo la querelle su in che zona dovesse trovare posto se ne starà ridimensionato nello spazio attuale. E gli avveniristici progetti sul nuovo stadio ricalibrati in dimensione e spesa nella zona di Trento sud. [Read More]

Firenze: In solidarietà con l’Asilo occupato

«Non finisce qui, il corteo di Torino è solo l’inizio, ora è il momento per fare partire una lotta serrata che dalle ceneri di questa operazione repressiva faccia nascere un nuovo fiore»

Siamo tutti sovversivi! Solidarietà all’Asilo occupato!

Quella che doveva essere una giornata antifascista e antirazzista per fare luce sui moderni fascismi e le loro declinazioni si è trasformata in un nuovo ed efferato atto di repressione.

Sono anni che difendiamo i quartieri contro la gentrificazione e contro l’imposizione “democratica”, anni in cui si è sviluppata sempre di più una solidarietà per i migranti e sono anni che le istituzioni provano a sminuire l’importanza di questo tipo di lotte.
Ne sono prova i fatti del 7 febbraio quando le centinaia di forze dell’ordine sono entrate in via Alessandria 12 per sgomberare e sigillare l’accesso a L’Asilo occupato. [Read More]

Torino: Allarmismi sguaiati e goffi tentativi di recupero

Sul clima di guerra imposto a Torino un commento del centro sociale askatasuna e del csa murazzi.

A leggere le cronache dei giornali cittadini e le dichiarazioni del Questore Messina sembrerebbe che la nostra città si sia improvvisamente trasformata in una sorta di Kabul sotto le Alpi, con tanto di scorta armata per una sindaca che aveva aperto il suo mandato promettendo di mettere le periferie al centro, ridottasi invece a rincorrere Salvini e la polizia che militarizza per giorni un quartiere che avrebbe bisogno di ben altro.

Il linguaggio utilizzato dal Questore e le immagini che esso evoca, del resto, non lasciano molto all’immaginazione: si giustifica il dispiegamento abnorme di uomini in assetto da guerra con la necessità, si dice, di sventare “un assedio in stile Fort Alamo” e ci si vanta di aver fatto molti “prigionieri” sul campo. Le undici persone fermate nella serata di sabato (e successivamente rilasciate a riprova dell’inconsistenza delle fantasie questurine) vengono usate come ostaggi dei deliri guerreschi di via grattoni, con, tra le altre, la pesantissima accusa di devastazione e saccheggio usata à mo di cauzione giuridica del tutto. [Read More]

Torino: Dentro e dietro quello striscione c’era tutto

E’ ormai passata quasi una settimana dallo sgombero dell’Asilo di via Alessandria, spazio occupato nel lontano 1995. In città si sono susseguiti diversi cortei e appuntamenti di lotta per esprimere con chiarezza che quando si sgombera uno spazio occupato con una storia di resistenza e lotta, non lo si può fare senza pagare un prezzo alto e senza aspettarsi una risposta di degna e determinata rabbia.
Dopo queste giornate ci sono compagni e compagne in carcere che vogliamo subito liberi e libere.
L’inchiesta della magistratura, che costruisce accuse di associazione eversiva per alcune campagne di lotta contro i CPR ed i luoghi di negazione della dignità dei migranti, è stato il pretesto per lo sgombero. L’intera operazione è apparsa da subito come frutto di una rappresentazione studiata a tavolino.
Il massiccio spiegamento di forze dell’ordine, con uomini e mezzi provenienti da altre città, è stato un chiaro messaggio rispetto chi voleva resistere e chi voleva portare solidarietà, ma anche per gli abitanti della zona, ancora oggi militarizzata, con il duplice segnale inviato al quartiere: da un lato quello muscolare, dall’altro quello dell’individuazione di un finto pericolo, un’occupazione, e con essa chi la abita e la rende viva.
Immediato e scontato il consenso delle istituzioni, Sindaca Appendino in testa, tutti impegnati a cinguettare, chi congratulandosi, chi rilanciando e invocando subito nuovi sgomberi. E, come da copione, il Ministro degli Interni ha gongolato convinto di avere un nuovo scalpo caldo per la sua continua campagna elettorale.
Sono state giornate in cui la questura cittadina ha scientificamente messo in campo una durissima repressione contro ogni voce di dissenso. L’abbiamo visto sin dalle prime ore delle sgombero, attraverso provocazioni, aggressioni, caccia al manifestante, sequestri veri e propri durati anche diverse ore. [Read More]