Notre-Dame-des-Landes (Francia): I tritoni con la cresta incendiano la scuola dei tritoni

I tritoni con la cresta incendiano la scuola dei tritoni / Perché abbiamo attaccato la Zad

Semplicemente, non avevo visto da dove sarebbe passato questa volta l’inevitabile riformismo, in modo discreto ma sicuro : da là dove si parla d’insurrezione e di autonomia a migliaia di copie”.

Citazione dall’opuscolo Le mouvement est mort… Vive la réforme, 2017 [I].

La Zad era il nostro vascello pirata, la madre di tutte le Zad. È emersa in un’epoca senza vie d’uscita ed è stato come se il mondo diventasse un po’ più sopportabile. Come un breve barlume, una possibilità che faceva irruzione nella nebbia spessa e appiccicosa del nostro futuro. Per noi che conduciamo delle vite movimentate e fuori dalle norme, era la consapevolezza che ci sarebbe sempre stato un posto ad accoglierci, in caso di latitanza. Un posto dove lo Stato non sarebbe mai venuto a cercarci. Un posto dove avremmo sempre trovato degli/lle alleati/e per nutrirci, vestirci, dissimularci nelle pieghe del suo bocage.

Ed è proprio a questo Stato che ci schiaccia, ci uccide, ci dà la caccia, che tre anni fa la Zad è stata offerta da una manciata di opportunisti. Quelli e quelle che, ancora ieri, sostenevano che questo territorio fosse “in secessione”.

Questo tradimento odioso, messo in atto alle spalle di quelli/e che combattevano i gendarmi sulle barricate, non può essere dimenticato. Tanto meno quando il komintern locale ci tira fuori un progetto di Scuola dei Tritoni, per festeggiare i tre anni di quella che loro considerano come una vittoria.

Ricostruire là dove c’era lo squat delle Planchettes, allora? Come non esultare di rabbia, di fronte a questa ennesima provocazione? Come non urlare alla vendetta per la parte Est della Zad, devastata? [Read More]

Briançon: processo 3+4+2 – Appello al sostegno, appello alla mobilitazione

La primavera del 2021 sarà segnata da due processi politici che criminalizzano la solidarietà con le persone senza documenti.
Il 22 aprile, al tribunale di Gap, due solidali saranno processati in primo grado per “aiuto all’entrata e alla circolazione sul territorio nazionale di persone in situazione irregolare”. Sono stati fermati il 19 novembre mentre aiutavano una famiglia afgana sul territorio francese.
Il 27 maggio ci sarà la sentenza in appello dei “7 di Briançon” in seguito alla sentenza pronunciata il 13 dicembre 2018. Sono stati condannati in prima istanza fino a quattro mesi di carcere e otto mesi con condizionale per aver partecipato a una manifestazione alla frontiera il 22 aprile 2018. Questa manifestazione spontanea, che è partita da Claviere per arrivare a Briançon, voleva denunciare (con la pratica) l’azione del gruppo fascista Génération Identitaire presente il giorno prima al Colle della Scala (Hautes Alpes) e la militarizzazione della frontiera in quei giorni molto serrata. [Read More]

Roma: Sull’operazione Bialystok

Comunicato dal Bencivenga Occupato:

L’ennesima operazione repressiva anti-anarchica è iniziata all’alba del 12/06/20 nei territori dominati dallo stato italiano, francese e spagnolo. In grande stile, quindi passamontagna e armi spianate, le guardie hanno perquisito diverse abitazione sequestrato il solito materiale e arrestate 7 persone, 5 di loro sono in carcere e 2 agli arresti domiciliari.

Nulla di nuovo sotto il cielo stellato.

Le accuse che lo stato muove contro di loro sono varie, tra cui la solita associazione sovversiva con finalità di terrorismo oltre ad incendio, istigazione a delinquere, ecc..

Ora, non è importante stare dietro ai loro cavilli giudiziari, ma è necessario ribadire che l’azione diretta, il mutuo appoggio, il rifiuto di ogni gerarchia e di tutte le autorità e che la pratica della solidarietà sono espressione della nostra tensione anarchica. [Read More]

Montreuil/Parigi (Francia): apertura de l’Écharde

Lunedi 1 ottobre 2018, mentre gli/le artist* del “Jardin d’Alice” erano in procinto di restituire saggiamente le chiavi dell’immobile in rue Garibaldi n°19 à Montreuil (periferia Est di Parigi, ndt), una trentina di persone sono venute per mettergli i bastoni fra le ruote occupando l’edificio. Dopo aver sorvegliato e protetto questo posto per 3 anni, il collettivo doveva restituirlo al gigante dell’immobiliare Nexity che gestisce l’edificio per conto dell’ EPFIF (Ufficio Pubblico Fondiario della régione Ile-de-France). Mentre lo stato cerca di svuotare di senso le lotte dei “mal-logé.é.s” (persone abitanti in pessime condizioni e in alloggi inadeguati, ndt) facendo firmare delle convenzioni di occupazione precaria (conventions d’occupation précaire) a degli artisti come a degli zadisti (abitanti delle Zad, Zone da Difendere), mentre i comuni di sinistra sventolano le requisizioni di immobili per raccimolare qualche voto, noi, come altr*, occupiamo. [Read More]

Bellecombe-en-Bauges (Savoia): Bagliori d’incendi

Attacco incendiario di una cava della Vicat

La città avanza, la foresta diminuisce. E noi, in mezzo, ci sentiamo spesso molto vulnerabili, incapaci di arginare alcunché. Il cemento che trasuda da tutti i pori di questa società ci priva di vita, di sensazioni, di sostanze. Le foreste gestite in maniera eco-responsabile somigliano a delle fosse comuni. L’angoscia nelle viscere, i pugni che si stringono, un velo di durezza che ricopre gli occhi. E la difficoltà a parlarne, dato che le parole non possono che sfiorare la profondità della tristezza e della collera che sentiamo. [Read More]

Francia: Zad, l’aeroporto non si farà, quale futuro ora?

Dopo una lotta durata 50 anni, il governo francese ha annunciato l’abbandono del progetto del nuovo mega-aeroporto di Nantes.

La zona di Notre Dame des Landes era occupata da ormai dieci anni da contadini e allevatori supportati da centinaia di attivisti che avevano creato la Zone A Defendre (ZAD) per impedire l’ennesima violenza sui territori in nome del profitto.

Nel 2012 il governo francese aveva tentato una prova di forza inviando centinaia di agenti, l’operazione Cesar, per sgomberare gli occupanti trovando una strenua resistenza.

Un corteo di decine di migliaia di persone aveva poi permesso di occupare di nuovo la ZAD e ricostruire le case distrutte dalla furia della polizia. Resta ora l’incognita su cosa ne sarà degli occupanti che hanno osato sfidare e battere lo stato francese, subissati di processi e repressione.

In questo momento sono segnalati arrivi e concentramenti di forze dell’ordine nelle città di Rennes e Nantes, principali città della zona, dove in caso di sgombero sarebbero naturalmente interessate da contestazioni. In vista dei pericoli che può comportare lo sgombero ricordiamo la morte di Remi Fraisse, giovane studente di Tolosa di 21 anni, ucciso dalla polizia durante lo sgombero della Zad di Testet, dove le autorità francesi volevano costruire la mega- diga di Siviens. La morte fu provocata dalle armi considerate “non offensive”, ovvero le granate stordenti, molto utilizzate dalle forze del disordine negli ultimi anni in Francia. [Read More]

Calais (Francia): Migranti benvenuti!

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Tolosa (Francia): giorni della CREA, 15-24 aprile 2016

Da circa 5 anni, noi, membri della CREA (Campagne de Requisition, Entraide et Autogestion, campagna di occupazione, mutuo soccorso e autogestione) occupiamo palazzi lasciati vuoti da privati o dallo Stato per abitarci, organizzarci, vivere secondo i nostri bisogni e con i nostri mezzi. Rifiutiamo di vedere gli interessi dei ricchi trasformare la città e fare la guerra ai poveri. Fin dall’inizio le nostre azioni si sono opposte alle logiche speculative e alla miseria organizzata dal potere e dal capitalismo, perché vogliamo vivere in dignità; e non ci sorprende che di fronte a ció i dispositivi di repressione crescono di anno in anno. Sappiamo che ció non puo che peggiorare, poiché le nostre lotte minacciano i loro interessi e privilegi. Al nostro bisogno di dignità e giustizia sociale, rispondono con la repressione violenta, difesa dai discorsi politici e dalla giustizia borghese. Durante tutti questi anni, non siamo stati di certo risparmiati: più di 80 sgomberi, dozzine di persecuzioni giudiziarie, intimidazioni di ogni genere, botte, umiliazioni… E’ quindi naturale che sentiamo di appartenere ad altre storie. [Read More]

Nantes (Francia): Grande giornata di mobilitazione sabato 16 gennaio

In seguito ai processi ‘rinviati’ del 10 dicembre che miravano a espeller gli/le abitant* storici, e in un clima di annunci di eapulsioni e di ripresa dei lavori all’inizio del 2016, mostriamo allo Stato e a Vinci che non lo permetteremo.

Il movimento contro l’aeroporto chiama a una grande giornata di mobilitazione sabato 16 gennaio.

Per quanto riguarda la regione di Nantes, sono in preparazione una marcia tratto-bici e una a piedi.

Lanciamo un appello ai comitati di sostegno e a tutti coloro che si oppongono a immaginare già da ora come partecipare a questa giornata con azioni simili (o altre) nella loro regione o a unirsi a noi.

Dato che l’aeroporto non si farà, chiediamo l’abbandono immediato delle procedure di espulsione:  sabato 16 gennaio tenetevi liberi!

Fate girare l’info attorno a voi. Presto altre notizie.

Non vediamo l’ora di incontrarvi in cammino e nelle strade.

I membri di vari elementi della lotta di NDL (fra cui l’ACIPA, l’ADECA, COPAIN, degli/lle occupant* della ZAD) riuniti in assemblea il 14 dicembre.

in inglese, tedesco

Montreuil (banlieue est di Parigi): racconto dello sgombero di via della Renardière 6

NESSUNA ESPULSIONE È “NORMALE”

Lo squat di via della Renardière 6, a Montreuil, è stato aperto lo scorso Marzo da alcune persone che avevano bisogno di una casa, con la voglia di vivere in maniera collettiva e senza dover spendere una fortuna ogni mese per pagare qualche metro quadrato d’affitto. La casa era in stato d’abbandono da più di un anno ma, come spesso accade, nel momento in cui ha ricominciato ad essere abitata, la proprietaria si è affrettata a tentare di sgomberare gli e le occupanti. Durante il processo per lo sgombero, è arrivata a mentire senza vergogna sulle sue vere intenzioni: ha addotto come pretesto di voler dar un alloggio a sua madre nella casa occupata, mentre tutti nel quartiere sanno che il suo progetto è di distruggere l’edificio e fare dei profitti costruendo degli appartamenti, prevedendo un innalzamento degli affitti grazie all’estensione della linea 11 della metropolitana fino al quartiere della casa occupata. Senza sorpresa, i giudici hanno deciso lo sgombero degli e delle occupanti. [Read More]