Milano: dove si resiste, si occupa e si rioccupa

Milano è, ormai da settimane, l’inaspettato epicentro della resistenza di tante persone che il bisogno ha costretto ad occupare. Occupanti storici, immigrati di più o meno recente insediamento, precari, studenti, attivisti dei movimenti sociali, hanno trovato nelle pratiche di resistenza un terreno comune. Un punto di incontro dal quale ripartire per riconnettere un tessuto sociale sempre più malandato, sempre più sfilacciato. Un tessuto logoro nelle cui fibre spesso si insinuano germi pericolosi: razzismo, fascismo, tentazioni autoritarie. Il migliore antidoto restano le pratiche di resistenza, dove uomini e donne si riconoscono, costruiscono insieme e resistono apprendendo che l’alternativa non è tra racket e stato. La sola alternativa è l’azione collettiva, italiani e immigrati, senza prevaricazioni. Lunedì ci siamo svegliati con uno sgombero che non ha visto una resistenza organizzata ma ecco sorgere nuove occupazioni: al Corvetto, a Cinisello, al Giambellino. [Read More]

Milano: Un 4 Dicembre per la casa (mentre continua la campagna mediatica)

Il tema della casa continua ad essere al centro del dibattito a Milano.
Il Corriere della Sera continua la sua martellante campagna mediatica ed oggi offre sulle pagine locali un pacchetto editoriale impostato ad arte per insinuare nel lettore il teorema dell’occupazione e dell’autorganizzazione in comitati come fenomeni sostenuti da soggetti prepotenti e pericolosi.
Il giornale di via Solferino apre con un titolo fortemente allusivo rispetto a possibili alleanze tra comitati e criminalità, corroborato nel testo da un fuorviante paragrafo interamente dedicato ai “potentati di periferia” in cui prende parola un analista della Questura. Il tutto corredato da un’ingannevole foto notizia su presunti crudeli abusivi che occupano a Cinisello aule destinate ai bambini. Un’operazione, quella del Corsera, che non esitiamo a definire, quantomeno, intellettualmente disonesta e pericolosa, che distoglie l’attenzione dal cuore della questione abitativa.
Non bastava il tentativo di alimentare la guerra tra poveri descrivendo gli occupanti come delinquenti che rubano le case a chi ne ha diritto (incuranti del ridicolo in una città con più di 9.700 case vuote e dove lo sfitto privato arriva a livelli esponenziali). Ormai siamo ai teoremi… [Read More]

Milano: La lotta per la casa non gioca al ribasso… e continua!

Continua la lotta per la casa in diverse città italiane nonostante la linea dura utilizzata nelle ultime settimane, una vera e propria guerra alle occupazioni attuata nel nome della legalità. Una dichiarazione di guerra che non viene accolta dal movimento di lotta per la casa che continua il suo percorso nonostante i numerosi sfratti e sgomberi. Emblematico di una volontà più forte che tende a segnare la non arrendevolezza verso chi sgombera e punisce, ma che anzi, rilancia con l’occupazione di numerosi spazi e case nei quartieri popolari. A Milano, sabato, in via Odazio 8, al Giambellino, la “base di solidarietà popolare” ha ridato vita ad un fondo sfitto collegato ad un edificio Aler; allo stesso modo, è stato occupato un ex mobilificio dell’Aler in piazzale Ferrara, nel quartiere Corvetto mentre due giorni fa il ‘movimento di lotta per la casa Cinisello Balsamo’ ha occupato a scopo abitativo la struttura pubblica dismessa di via Leonardo da Vinci 14. [Read More]

Milano: Emergenza Sgomberi, azioni e reazioni

A proposito della situazione delle case popolari a Milano e degli sgomberi di questi giorni, riceviamo e volentieri pubblichiamo  da un operatore sociale questo pezzo, che la redazione di Milano in Movimento trova molto condivisibile. E’ un po’ lungo e la lettura richiede qualche minuto in più di quanto siamo abituati a dedicarne a un pezzo di cronaca, un tempo che crediamo vada speso perché la gravità e la complessità della situazione esigono che la necessaria radicalità delle lotte si accompagni all’approfondimento e alla riflessione.

200 sgomberi promessi alla fine non sono arrivati: Regione e Prefettura sono state costrette a ritrattare frettolosamente quello che nelle settimane passate è stato il tormentone mediatico e ha alimentato il dibattito politico non solo a Milano. Per quanto riguarda la Prefettura, da un lato l’impressione è che si sia resa conto dell’impossibilità di perseguire l’obiettivo dichiarato per una questione di mero ordine pubblico e dall’altro che abbia toccato con mano il fatto che la questione delle occupazioni è la diretta conseguenza della totale assenza e inefficienza di Regione e Comune sulle politiche abitative complessive. [Read More]

Case popolari a Milano: emergenza occupazioni o emergenza abitativa?!

Nelle ultime settimane abbiamo assistito ad una crescente campagna, a livello nazionale, incentrata in particolar modo su Milano e su Roma, attorno al tema della casa e in particolar modo rispetto alla questione delle occupazioni abitative, e più in generale rispetto alla vita e ai problemi dei nostri territori, spesso lontani dalle brillanti vetrine del centro delle metropoli. […]

A) La campagna mediatica
B) I quartieri popolari e l’emergenza abitativa milanese
C) L’annuncio dei 200 sgomberi e le mobilitazioni (cronologia)
D) Prese di parola [Read More]

Emilia Romagna: Il vero nemico è chi specula e chi sfrutta. Solidarietà agli occupanti in lotta a Milano

Rilanciamo il comunicato di solidarietà della Rete di Lotta per la Casa Emilia Romagna

Loro lo chiamano “piano sgomberi” per ripristinare legalità e sicurezza. I nemici sono gli occupanti e le occupanti, gli stranieri, i compagni e le compagne dei quartieri. La mancata assegnazione di alloggi dipende dalla presenza di “occupanti e immigrati”, dicono loro, per alimentare la guerra tra i “poveri”, per spostare la conflittualità sociale tra la gente e come sempre creare nemici bersaglio e spostare attenzione mediatica e responsabilità individuali.

Milano ha dimostrato invece in questi giorni che questa logica non passa più, rispedendo al mittente il tentativo di scatenare la guerra tra “poveri” e dimostrando che la guerra vera è contro chi specula e sfrutta. I nemici veri sono ALER e le istituzioni, la speculazione dietro le migliaia di case popolari vuote ma riscaldate in inverno, le mancate assegnazioni e le aste per la vendita del patrimonio pubblico. [Read More]

Torino: Comunicato di solidarietà con i compagni di Milano

SGOMBERI, REPRESSIONE E ARRESTI A MILANO: ECCO A VOI LA BUONA FACCIA DELL’EXPO

A Milano da novembre è partita una dura campagna repressiva contro chi decide di occupare una casa, liberare spazi e fare iniziative che si basano sulla solidarietà, la contro-informazione e l’antiautoritarismo senza chiedere il permesso a nessuno. Maroni, presidente della regione Lombarda, dichiara guerra alle occupazioni e annuncia di voler sgomberare più di 200 case occupate. Tutto questo non può che aprire un’inverno molto caldo di resistenza.

Il 10 novembre, durante una riunione nella sede del Pd tra i rappresentanti del Sunia-Cgil (sindacato degli inquilini delle case popolari) e i residenti degli alloggi Aler (azienda di edilizia residenziale che si occupa della gestione degli alloggi popolari), 20 persone fanno irruzione nella sede accendendo fumogeni e srotolando uno striscione con scritto “BASTA SGOMBERI – NOTAV”. [Read More]

Milano: sgomberi e resistenza

Ancora sgomberi questa mattina dopo la fiaccolata di ieri sera, quando centinaia di abitanti del quartiere Corvetto hanno  risposto agli sfratti della mattinata.

La risposta polizesca non si è fatta attendere, così questa mattina le forze di polizia hanno deciso di attacare le occupazioni abitative di Corvaccio e Rosa Nera nello stesso quartiere, un messaggio chiaro e intimidatorio a chi da anni spalleggia le occupazioni di case nei quartieri polpolari della città meneghina. Ne sono seguiti scontri e cariche, con un centinaio tra compagn* e abitanti del quartiere che hanno tenuto impegnate le forze dell’ordine per qualche ora.

Una diretta su RadioBlackout con François, compagno di Milano

Aggiornamento h 13.30: A fine mattinata sono stati eseguiti numerosi fermi: 3 compagni sono stati tratti in arresto per resistenza, gli altri denuciati a piede libero. Ora è in corso un presidio permanente in via dei 500. Per le h 17 è stato indetto un concentramento cittadino, sempre in via dei 500 (Metro Corvetto): per rilanciare l’autodifesa dei quartieri popolari. Per la solidarietà! Contro la prepotenza delle guardie e dei padroni! Per fermare immediatamente sfratti e sgomberi! Per la liberazione immediata di tutt*! [Read More]

Milano: I Ros perquisiscono tre abitazioni di compagni/e

In attesa di maggiori informazioni e comunicati, apprendiamo da compagne e compagni milanesi che intorno alle 7 di mattina di lunedì 17 novembre, le abitazioni di tre di loro sono state oggetto di perquisizione da parte del ROS dei carabinieri.
Per effettuare l’invasione delle abitazioni, le forze repressive hanno bloccato l’accesso alla via e, in alcuni casi, buttato giù porte e finestre.
A quanto pare, tutti/e rilasciati e notificate le denunce a carico di due compagne; sequestrati capi di abbigliamento, materiale informatico e cartaceo (computer, dispositivi usb, volantini, opuscoli, etc.).
I fatti contestati, con le relative notifiche di indagini in corso, riguardano l’irruzione in una sede del PD del quartiere Corvetto: l’11 novembre una ventina di incappucciati avevano invaso la filiale del partito srotolando uno striscione solidale con scritto “Blocchiamo gli sgomberi – No alla TAV”, acceso dei fumogeni e svuotato un estintore. Per l’odierna operazione repressiva, i poteri milanesi hanno scelto di coinvolegere l’antiterrorismo al fine di potenziare l’impatto mediatico di un’inchiesta altrimenti insipida e, ovviamente, consentire l’applicazione di dispositivi di controllo, sorveglianza e sanzionamento, che richiederebbero un iter procedurale molto più complesso: in sintesi, “terrorismo” significa intercettazioni, pedinamenti e misure cautelari, senza troppi passaggi burocratici. [Read More]

Barcellona: Nuove tecniche repressive e riflessioni sullo sgombero di Can Vies

Nuove tecniche di repressione in Spagna. Gli sbirri hanno circondato e bloccato una parte del corteo, obbligando quindi i fermati a farsi identificare e filmare con vestiti che erano in possesso degli sbirri, facendo indossare forzatamente giacche e cappucci dopo aver allontanato chi poteva riprendere la scena. Ci sono però dei filmati dall’alto (il quartiere di Snats è molto solidale).
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