Messina: Occupata l’ex Casa del Portuale

La mattina del 19 Febbraio sono stati occupati i locali già interamente murati della ex “Casa del portuale” a Messina.

Segue il volantino distribuito:

Pisogne (Brescia): Sgomberato il capannone autogestito di via Niezole

13 gen 2015 — Martedì 13 gennaio è stato sgomberato l’ex Kag di Pisogne, il capannone autogestito in via Neziole occupato da gennaio. Questa mattina intorno alle 8.30 digos, polizia e carabinieri hanno eseguito lo sgombero, sfondando la vetrata. Bloccata anche la botola che dal secondo piano portava al tetto. All’interno del capannone 5 compagni
che vengono portati alla caserma di Breno per le foto segnaletiche e per prendere le impronte digitali. Verranno poi denunciati per occupazione.

AGGIORNATI SUGLI SVILUPPI DELLA SITUAZIONE DA RADIO ONDA D’URTO.

Di seguito il comunicato della manifestazione di Sabato 17 gennaio:

VOGLIAMO (UNO) SPAZIO

La neonata occupazione di “Via Neziole 4”, situata nello stabile che per cinque anni ha ospitato l’associazione culturale “KAG”, indice un corteo dimostrativo SABATO 17 GENNAIO con concentramento presso Piazza San Costanzo a Pisogne alle 14:30.
La manifestazione avrà come obiettivi:

•DIFENDERE L’OCCUPAZIONE DI VIA NEZIOLE 4
•RIVENDICARE L’ESIGENZA DI UNO SPAZIO SOCIALE IN VALLE CAMONICA LIBERO DALLE LOGICHE DI PROFITTO E SFRUTTAMENTO
•COSTRUIRE UNA BASE DI SOLIDARIETÀ TRA LE DIVERSE REALTÀ CAMUNE IMPEGNATE NELLE LOTTE SOCIALI, NEL CONFRONTO CULTURALE , NELLA DIFESA DEL TERRITORIO DALLE SPECULAZIONI CHE STANNO MUTANDO INEVITABILMENTE LA NOSTRA VALLE
•OPPORCI ALLE POLITICHE REPRESSIVE ESPRESSE DALLA GIUNTA COMUNALE CON IL NUOVO REGOLAMENTO DI POLIZIA MUNICIPALE

A seguito dello sfratto dell’Associazione KAG abbiamo collettivamente deciso di occupare lo stabile in Via Neziole per proseguire il percorso di iniziative aggregative, culturali e sociali che dal 2009 si sono svolte tra le mura di questo capannone, gettando le basi per una nuova esperienza.

Scenderemo in piazza perché riteniamo che il mancato rinnovamento del bando comunale non sia altro che una decisione politica repressiva e ingiustificata.
Il capannone di via Neziole ha per anni rappresentato un’alternativa politica e culturale autogestita in Valle Camonica che rischia ora di essere eliminata e messa a tacere.

Continueremo ostinatamente a lottare per una società diversa, basata sulla solidarietà e sull’uguaglianza, contro lo sfruttamento e il sistema economico che lo produce promuovendo ogni forma di attività culturale, politica e sociale finalizzate a questo scopo.

Sono note a tutti le simpatie fascistoidi di Invernici. Il regolamento di polizia municipale colmo di divieti degni del ventennio dimostra l’attitudine del primo cittadino al controllo e alla repressione della cittadinanza: vietato stendere i panni, vietato bagnare i fiori in luogo pubblico, vietato chiedere l’elemosina. Manca solo il divieto di essere poveri.

Resistere per esistere.
Contro le politiche repressive: un altro mondo è possibile.

CONCENTRAMENTO ORE 14:30 IN PIAZZA SAN COSTANZO (LA PIAZZA PRINCIPALE DI PISOGNE).

Via Neziole 4 Occupata

Sambuci (Roma): Tre denunce per l’occupazione dell’Improbabile Squat

A due anni e mezzo dalla nascita dell’Improbabile Squat a Sambuci (Roma), si è conclusa l’indagine premiliminare per tre persone, alle quali vengono contestati i reati di: invasione di proprietà privata, minacce al proprietario, modifiche abusive al casale e taglio di alberi in proprietà privata.
Scopriamo solo ora, dagli atti, che risulta un ordine di sgombero, emanato dalla procura di Tivoli, eseguibile dal 14 gennaio scorso.
A distanza di un anno nessuna infame divisa si è presentata alla porta.
Siamo ancora qui, pronti e pronte ad accoglierli!

Spagna: Comunicato di Riseup.net sull’operazione Pandora

La sicurezza non è un crimine
06/01/2015
https://help.riseup.net/it/security-not-a-crime

Martedì 16 dicembre 2014 in Spagna si è svolta una vasta operazione di 
polizia. Quattordici tra case e centri sociali sono stati perquisiti a 
Barcellona, Sabadell, Manresa, e Madrid. Libri, riviste, e computer sono 
stati sequestrati e undici persone sono state arrestate e inviate alla 
Audiencia Nacional, il tribunale speciale con sede a Madrid che si 
occupa di casi di "interesse nazionale". Sono accusati di aver 
costituito, promosso, diretto e partecipato a un'organizzazione 
terroristica. D'altra parte gl'avvocat* della difesa hanno denunciato la 
mancanza di trasparenza dell'accusa e hanno riferito che le persone che 
seguono  sono state costrette a rilasciare dichiarazioni senza sapere di 
che cosa erano accusate in concreto. "Parlano di terrorismo senza 
specificare atti criminali concreti, o atti specifici attribuibili 
individualmente"[1]. Interrogato al riguardo, il giudice dell'udienza 
preliminare ha risposto: "Non sto indagando atti specifici, sto 
indagando l'organizzazione, e il pericolo che potrà rappresentare in 
futuro"[2], a dimostrare che si tratta dell'ennesimo caso di arresti 
preventivi.

Quattro degl'arrestat* sono stat* rilasciat*, mentre sette resteranno in 
carcere in attesa di giudizio. Tra le motivazioni del giudice per la 
custodia cautelare, si includono il possesso di alcuni libri, "la 
produzione di pubblicazioni e altre forme di comunicazione" e il fatto 
che gl'accusat* "utilizzassero caselle di posta con misure di sicurezza 
eccezionali, come il server RISE UP"[1].

Rifiutiamo questa criminalizzazione kafkiana dei movimenti sociali e 
l'implicazione ridicola ed estremamente allarmante che proteggere la 
propria privacy su Internet equivalga a un atto terroristico.

Riseup, come ogni altro fornitore di servizi di posta, è obbligata a 
proteggere la riservatezza dei suoi utenti. Molte delle "misure di 
sicurezza eccezionali" usate da Riseup sono  buone pratiche invalse nel 
campo della sicurezza in rete e sono le stesse che vengono usate da 
provider come Hotmail, Gmail o Facebook. D'altra parte, a differenza di 
questi servizi, Riseup si rifiuta di inserire backdoor illegali o di 
vendere i dati dei propri utenti a terze parti.

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Svizzera – Lugano: Ricetta mediatica per cercare di sgomberare CSOA il Molino

In seguito ad una festosa e momentanea riapproprazione di alcune strade luganesi adiacenti gli spazi del csoa il molino, la questura e i poteri cittadini hanno rimesso in atto una campagna mediatica tesa a giustificare la chiusura di uno degli unici spazi liberati della città: il CSOA il Molino.
Attraverso fantasiose ricostruzioni, amplificate da pennivendoli istruiti alla repressione, sono arrivati addirittura a inventare scontri e manifestazioni, che non hanno mai avuto luogo.
Il loro intento è molto chiaro, vogliono riuscire a sgomberare il csoa senza incidenti in città perchè sopra a questi spazi hanno degli interessi economici molto grossi. [Read More]

Spagna: Operazione contro il “terrorismo anarchico”: decine di arresti e perquisizioni

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La Legge Mordaza (norma approvata da pochi giorni che incrementa in modo arbitrario i poteri giudiziari delle forze repressive – ndt) comincia a manifestarsi nella vita politica del paese. Dalle 5 della mattina del 16 dicembre, cominciava l’operazione repressiva denominata Pandora, contro il “terrorismo anarchico”.
Le accuse della Audiencia Nacional riguardano diversi attentati contro filiali bancarie, tuttavia il comunicato della polizia non forniva maggiori dettagli su quali attentati e di che terrorismo si stesse parlando, riferendosi genericamente a un diffuso “terrorismo anarchico”. A quell’ora, i mossos d’esquadra facevano irruzione nella Kasa de la Muntanya, dispiegando un numero ingente di agenti, circa 300 poliziotti e un elicottero a visionare e illuminare dall’alto le operazioni. I mossos procedevano alla chiusura delle strade adiacenti, effettuando arresti in questa zona di Barcellona. Da quel momento sono partite altre operazioni nell’Ateneo Libertario di Sant Andreu e in quello di Poble Sec, entrambi a Barcellona; contemporaneamente, in altre dieci località catalane venivano invasi appartamenti e spazi abitativi. [Read More]

Milano resiste agli sgomberi (video 17-23 novembre)


Video-racconto della settimana di resistenza agli sgomberi dal 17 al 23 novembre 2014 a Milano.
Uniti si vince! Basta sgomberi!

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Bologna: nuova occupazione abitativa per social log. 76 famiglie trovano casa.

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Giovedì 4 dicembre – Nuova occupazione abitativa a Bologna da parte di Social Log.
76 famiglie, con 103 minori, hanno preso casa all’interno di un gigantesco immobile abbandonato in via Fioravanti, 27, gli ex uffici di Sip e Telecom abbandonati da metà anni Novanta.
All’interno ora ci sono 280 persone, per quello che i movimenti definiscono “il nostro piano casa”.

Il collegamento telefonico con Luca di Social Log. Ascolta. [Read More]

Milano: Giovedi 4 dicembre in strada per il diritto all’abitare

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Nelle ultime settimane si è sviluppata una indecente campagna stampa che descrive gli occupanti di case popolari come delinquenti, gente che ruba la casa a chi ne ha bisogno, cercando di addossare a chi occupa, ai più poveri, a chi è migrante, la responsabilità del degrado dei quartieri popolari.

Vogliono alimentare una guerra tra poveri per nascondere le responsabilità di chi ha speculato per decenni sul patrimonio pubblico e sul diritto all’abitare creando una vera e propria emergenza abitativa che coinvolge i quartieri popolari ma anche il resto della città, basti pensare agli oltre 10 000 sfratti in esecuzione da case private nella sola città di Milano
Il presidente della Regione Maroni, principale responsabile del dissesto dell’ ALER, ente controllato dalla Regione stessa, ha annunciato 200 sgomberi alla settimana. Interi quartieri sono stati militarizzati per eseguire gli sgomberi, si sono visti arresti di invalidi e cariche nelle quali sono state picchiate persone anziane e donne incinta. Si vuole nascondere che le occupazioni per necessità di case popolari sono il risultato e non la causa dell’emergenza casa e del degrado nel quale le istituzioni lasciano i quartieri popolari.
Dicono che chi occupa toglie un diritto, ma quanti diritti tolgono ALER e Comune, che lasciano 9700 case vuote, mentre le nuove assegnazioni da gennaio a ottobre 2014 sono state poco più di 600? [Read More]

Bergamo: Comunicato di solidarietà contro sgomberi e repressione a Milano

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Chi governa legittima il proprio potere attraverso strumenti da lui inventati per irreggimentare e uniformare. Chi governa vuole che ogni persona si rivolga a lui per essere felice perchè ha bisogno che ogni azione, sia essa sociale o individuale, si caratterizzi come “un utile” per lo Stato. Chi governa ha chiamato l’imposizione di tale ingiustizia “legalità”, “maggioranza”, “bene comune”, “sicurezza”. Non a caso, in molti territori, per le istituzioni, autogestione ed autodeterminazione sono diventate sinonimo di “associazione a delinquere”. Questo perchè autogestione e autodeterminazione espropriano ai criteri di sottomissione e alle logiche di sopraffazione le necessità, i bisogni e i desideri degli individui. [Read More]