Firenze: Sgombero in via Toselli. 3 occupanti ancora sul tetto

20160804_sgombero_via_toselli_firenzeFirenze, giovedì 4 agosto 2016 – Poco dopo le 10 di mattina sono iniziate le massicce operazioni di sgombero della palazzina occupata lo scorso dicembre in Via Toselli: uno spazio liberato che ha concentrato buona parte delle proprie iniziative nel contrasto al neofacismo, avendo una sede di Casapound a poche centinaia di metri di distanza.

Approfittando della calma agostana, un imponente schieramento di camionette della celere ha bloccato l’accesso all’incorcio in cui è situata la palazzina, tenendo a distanza i solidali accorsi. Lo sgombero è apparso da subito decisamente muscolare, con lancio di lacrimogeni dentro le stanze e botte agli occupanti, 9 dei quali sono ancora trattenuti in stato di fermo per “lancio di oggetti, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale”. [Read More]

Firenze: Graduatorie di emergenza. La lotta per la casa torna in piazza

201607_firenze_uffcasDopo le settimane calde appena trascorse sul fronte degli sfratti, la lotta per la casa è tornata a scendere in piazza questa mattina con una manifestazione partita da piazza San Marco e diretta all’Ufficio Casa di via dell’Anguillara. A prendere parte alla protesta famiglie sotto sfratto, abitanti delle case occupate e “ospiti” delle strutture di emergenza.

Una protesta rumorosa che ha alzato la voce contro gli sgomberi e la pratica degli “sfratti a sorpresa”(art.610) messa in campo dalle controparti istituzionali, ormai evidentemente schierati a pura tutela degli interessi privati di palazzinari e speculatori. Quella degli sfratti a sorpresa, infatti, si presenta come una vera e propria misura punitiva da applicare lì dove gli inquilini si rifiutano di uscire di casa senza nessuna soluzione abitativa dignitosa. Un dispositivo pensato proprio per spezzare le lotte portate avanti in questi mesi dal Comitato Inquilini le rigidità poste dalle famiglie in lotta. [Read More]

Roma non si vende! Cancellate la delibera Tronca!

manifestazione_Roma_non_si_vendeTutti, nessuno escluso, continuano a ripetere che in Italia non bisogna più costruire, che bisogna recuperare e riusare ciò che già esiste, che l’invenduto, soprattutto in periferia, perde costantemente valore immobiliare e resta vuoto, che la città del futuro va basata sulla rigenerazione urbana, sul rammendo, sull’abitare sostenibile.

Lo dice l’Ispra con i suoi dati e lo conferma l’Ance, l’associazione delle aziende edili. Il suolo consumato in Italia, in un contesto idrogeologico a rischio, è decisamente troppo e Roma è in testa per gli ettari consumati dal cemento. Molto di questo è rappresentato dagli immobili invenduti, 120mila nell’intero paese, almeno 10mila a Roma. Ben 200mila appartamenti nella capitale destinati a rimanere vuoti e inutilizzati, nonostante il precipitare dei prezzi, sempre troppo alti per una larga fascia di popolazione in emergenza abitativa. [Read More]

Raggi che non scaldano. Riflessioni dei movimenti per il diritto all’abitare sulle elezioni

20160528_manifestazioneIl clamore che sta accompagnando l’affermazione del M5S è comprensibile, come comprensibile è l’attesa che si sta generando sui comportamenti soprattutto delle sindache elette a Torino e a Roma.

Il netto successo di Virginia Raggi, consigliera invisibile nell’era Marino, è fuori discussione e ha visto il concorso, apportato in modo più o meno chiaro, di tanti mondi. Ora stanno arrivando gli attestati di stima pubblici anche dalle realtà sociali e di movimento, nonché interventi di analisi che propongono un lettura per cui questo dato elettorale rappresenterebbe una “rottura storica”.

Si delinea così un quadro nel quale “sparisce” il 50% di coloro che non si sono recati alle urne a scapito di una visione che consolida ulteriormente il valore del voto e il significato della scelta a favore della proposta grillina. [Read More]

Varsavia, Polonia: Lettera aperta in relazione agli arresti dei tre anarchici

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Nella notte del 23 Maggio, la polizia arresta tre anarchici con la presunta accusa del tentativo di incendio di un veicolo della polizia. I tre sono trasferiti alla prigione, dove dovranno rimanere per i prossimi 3 mesi, in attesa del processo. Rischiano fino a 8 anni di galera. I media hanno parlato molto del caso, con alti politici e “esperti” di terrorismo parlando in televisione nei giorni passati. Le foto e i video delle persone arrestate camminando con le catene ai polsi e alle caviglie, sono state ritrasmesse persino nei trasporti pubblici. Il testo qui sotto é la traduzione del comunicato inviato da alcuni gruppi anarchici e per la giustizia sociale in generale in Polonia in risposta agli arresti.

Lettera aperta in relazione agli arresti dei tre anarchici a Varsavia.

I mass media in Polonia stanno pubblicando sempre più notizie assurde e reportage unilaterali sugli arresti dei tre anarchici avvenuta Lunedì 23 Maggio. Interpretiamo questo come un tentativo di intimidire e criminalizzare i movimenti per la giustizia sociale in Polonia.

Mentre scriviamo, le autorità Polacche stanno spingendo la cosiddetta “Legge contro il terrorismo”, che sarà valida dal 1 Giugno. Non è una coincidenza che mentre ci avviciniamo a questa data, i media e i politici stanno disperatamente tentando di costruire una realtà dove questa nuova legge sia assolutamente necessaria.

Senza dubbio, le analisi passo-passo dell’operazione di polizia che neutralizzò il presunto attacco incendiario contro un veicolo della polizia nella notte del 23 Maggio, sono completamente in contrasto con il silenzio di detti media sui più recenti eventi che contrastano con l’immagine del “polizia-eroe”.

Pochi giorni fa, la polizia in Wroclaw assassinò Igor S., un uomo disarmato. Igor fu picchiato a morte mentre era detenuto in una stazione di polizia. In questo caso è difficile trovare tracce di legittima indignazione da parte dei politici, dei media, della polizia e degli esperti di terrorismo.

I giornalisti preferiscono puntare la loro mirata critica da un’altra parte quando si tratta di brutalità poliziesca.

Nonostante ciò, i morti per mano della polizia sono solo la punta dell’iceberg: estorsioni, pestaggi e la protezione extra-legislativa degli interessi del potere, sono il pane quotidiano in Polonia. Ogni anno, delle 16.000 denunce contro la polizia, solo il 5% sono prese in considerazione, mentre il resto è semplicemente ignorato. Grazie a omissioni e parzialità da parte dei media, la polizia non ha timore di ripercussioni. È veritiero dire che la gente è ufficialmente scoraggiata a presentare denunce poiché non hanno nessun effetto. La verità è che solo le grandi proteste e perturbazioni sociali sono in grado di prevenire che la violenza della polizia sia silenziosamente nascosta sotto il tappeto.

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Roma: 6 giugno, socialmente pericolosi. Conflitto, controllo e sorveglianza

20160606_roma_manifestazioneNella mattinata di lunedì 6 giugno in un’aula del Tribunale di Roma due attivisti dei movimenti per il diritto all’abitare saranno giudicati per la loro pericolosità sociale su richiesta del questore della capitale, Nicolò D’Angelo.

Il capo della questura romana chiede per entrambi l’aggravamento delle misure di controllo in quanto già raggiunti da un avviso orale, che a giudizio delle carte di via Genova viene continuamente disatteso e dileggiato.

Quello del 6 giugno è solo il primo atto di un’aggressione che si profila ben più larga. Altri due attivisti saranno processati per le stesse richieste alla fine del mese di giugno e all’inizio del mese di luglio. [Read More]

28 Maggio in piazza, autonomi e indipendenti dal teatrino elettorale!

20160528_manifestazione_28 maggio, a pochi giorni dal voto per il rinnovo delle giunte di diversi comuni italiani (tra cui Roma, Milano, Torino, Bologna) diverse realtà di lotta scenderanno in piazza, per portarvi le ragioni delle lotte sociali nei territori come discusso nell’ultimo momento di confronto della rete Abitare Nella Crisi.

Agitazione sul terreno del diritto all’abitare, con la resistenza agli sfratti e agli sgomberi e la difesa delle occupazioni; mobilitazioni del proletariato giovanile e studentesco; lotta nel settore della logistica; mobilitazioni di quartiere e per la difesa dei territori dalla devastazione sociale e ambientale capitalistica. Questi i temi al centro delle piazze, che muoveranno nella convinzione che al centro dell’opposizione sociale c’è in questa fase la necessità di attaccare dal basso l’operazione portata avanti dal governo Renzi e di smontare ulteriormente la fiducia in un teatrino elettorale sempre più inutile quanto a effetti reali sulla vita delle persone. [Read More]

Cagliari: La lotta per la casa occupa palazzina della Regione messa all’asta

Cagliari_La_lotta_per_la_casa_paguron“Abbiamo deciso di occupare per riprenderci ció che ci hanno tolto per troppo tempo”.

É questa la frase con cui le famiglie hanno iniziato la conferenza stampa per spiegare le motivazioni che le hanno portate a occupare le palazzine Ex Telecom di via Bainsizza 51. Sono dieci famiglie che da anni vivono in condizioni di emergenza abitativa: c’é chi a breve avrebbe subito lo sfratto dalla propria casa, chi ha subito il taglio delle utenze e chi era costretto a spendere gran parte del proprio stipendio per sostenere fitti altissimi. L’occupazione delle palazzine rappresenta un gesto di lotta che risolve un problema drammatico, attaccando allo stesso tempo i meccanismi speculativi di svendita della cosa pubblica che aggravano le condizioni di migliaia di cagliaritani.

Queste famiglie, insieme al Movimento di Lotta per la casa Casteddu, hanno deciso di riprendersi queste palazzine, da tanti anni abbandonate e che, nell’ Agosto 2015, la Regione Sardegna ha deciso di mettere all’ asta nonostante le piú di 1000 persone in attesa di un alloggio popolare nella sola città di Cagliari. Lo stabile, nella zona di Tuvixeddu, nel quartiere di Sant’Avendrace, era usato dai dipendenti ex telecom fino a dieci anni fa. L’area, che inizialmente vista la sua posizione strategica era di proprietà della Marina Militare, negli anni Trenta del secolo scorso fu data in concessione alla Asst, l’Azienda di Stato per i Servizi Telefonici, che qui costruì due palazzine con tredici appartamenti. Nel 1966 i terreni furono ceduti dalla Marina allo Stato e da qui alla Regione Sardegna, l’uso rimase sempre alla Asst che nel frattempo era diventata Sip e poi Telecom. Dal 2008 la Telecom ha cambiato sede e l’intera area è stata restituita alla Regione che le ha in seguito messe all’asta. [Read More]

Roma: Una delibera non fa primavera. Verso il corteo del 14 aprile #oralecase

20160414_Roma_Corteo_14_aprile_oralecaseChe cos’è l’emergenza abitativa? Da diversi anni queste due parole in sequenza dimostrano l’assoluta inerzia che ha contraddistinto le politiche alloggiative nel nostro paese. Si sono succeduti governi di diversi colori, compreso il governo Prodi con quell’estremista di Ferrero ministro competente per il tema casa. Anno dopo anno abbiamo assistito ad un deliberato annientamento dell’edilizia residenziale pubblica, ad un aumento esponenziale degli sfratti per morosità, al fallimento della politica del bonus per gli affitti, vantaggioso per i proprietari e devastante per gli inquilini, alla fine dell’idea “tutti proprietari” travolta dall’impossibilità di onorare mutui pesanti e con famiglie destinate al pignoramento dell’immobile e dello stipendio. Dunque le risposte date non sono insufficienti o inadeguate, ma hanno percorso un itinerario dettato dalla rendita e dall’interesse proprietario piuttosto che dalle necessità di una popolazione alle prese con una crisi economica strutturale. Andavano garantiti i diritti primari invece che l’economia legata alla speculazione fondiaria e alla finanziarizzazione immobiliare. [Read More]

Desenzano (Brescia): Zanzanù, in programma la prime iniziative

201603_zanzanu_rivoltellaDopo il ritorno di Zanzanù, il centro sociale occupato di Desenzano del Garda, che ha trovato nuovamente casa in un capannone all’asta in via Calamar 20 in località Rivoltella, i militanti del Collettivo Gardesano Autonomo stanno organizzando le prime iniziative.
Un primo programma di eventi allo spazio occupato, che con l‘aula studio occupata, l’assemblea studentesca e il contest rap di sabato 2 aprile, dimostra ancora una volta la capacità di costuire cultura e socialità dal basso.
L’occupazione prosegue, nonostante il distacco delle utenze, parallellamente alle attività del Collettivo, a partire dalla lotta per la casa, che vedrà impegnato il gruppo gardesano in un picchetto antisfratto il prossimo 5 aprile a Toscolano Maderno.
Di tutto questo ne abbiamo parlato con Letizia del Collettivo Gardesano Autonomo.

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