Roma: Abitare nella crisi, verso un marzo di lotta!

roma_corteo_via_del_Porto_FluvialeL’assemblea di domenica 15 gennaio nell’occupazione di via del Porto Fluviale a Roma non ha faticato molto a comprendere il senso dell’incontro. La composizione sociale che l’ha caratterizzata ha espresso bene la necessità di andare oltre al tema dell’abitare e del diritto alla casa. L’attivismo che si è confrontato in quasi 4 ore di interventi ci racconta la complessità della sperimentazione in atto e la ricchezza delle risorse umane che si sono mosse in questi mesi, caratterizzando in qualche modo anche la costruzione del no sociale al referendum del 4 dicembre.

Il ruolo dei militanti e la contaminazione avvenuta dentro le lotte tra diverse espressioni della precarietà, nel mondo del lavoro e fuori da esso, ha fatto si che pratiche e modelli organizzativi si siano potuti riconoscere in spazi comuni sempre più numerosi. Insieme si è potuto comprendere meglio la qualità della composizione intercettata finora e si sta provando a definire gli strumenti di analisi per arrivare a quella intercettabile, una massa enorme di disagio sociale che cova sotterranea, che trova sfogo dentro derive xenofobe, che è stata cooptata dentro il voto per i 5 stelle, che si è espressa rabbiosamente con il voto contro Renzi il 4 dicembre scorso. [Read More]

Roma: Resistenza allo sgombero di Colle Monfortani: liber* tutt* le/gli arrestat*

Roma_Resistenza_allo_sgombero_di_Colle_MonfortaniSi è concluso con la decisione del giudice del Tribunale di Roma di liberare i/le 15 occupanti di Colle Monfortani arrestat* ieri durante lo sgombero delle palazzine in via Prenestina 1391 il processo per direttissima che si è svolto questa mattina a piazzale Clodio.

Il tribunale ha rigettato la richiesta del PM, che aveva chiesto il carcere per 3 imputat* e l’obbligo quotidiano di firma per tutti gli altri. Cadute le accuse di incendio doloso e detenzione di involucro incendiario, restano in piedi la resistenza pluriaggravata e le lesioni a pubblico ufficiale, capi di imputazione per i quali si andrà a processo il 14 giugno.

Se il tentativo di punire con forza chi si oppone alla violenta guerra scatenata contro i poveri da istituzioni barbare e incapaci di trovare soluzioni al disagio, se non in termini di criminalizzazione e ordine pubblico, ha quindi subito un ridimensionamento con la decisione del Tribunale di Roma di questa mattina, aspettiamo di vedere le prossime mosse della Questura che sta utilizzando tutto il vuoto lasciato da un’amministrazione comunale colpevolmente silente e da una Regione non conseguente nemmeno con le proprie scelte. [Read More]

Roma: Colle Monfortani, le istituzioni contro i poveri

Roma_sgombero_Colle_MonfortaniLe dichiarazioni ufficiali della Questura di Roma sostengono l’urgenza dello sgombero effettuato questa mattina con un enorme spiegamento di forze, motivandola con le segnalazioni della direzione del complesso religioso di proprietà dei Padri Monfortani che da tempo reclama ciò che è avvenuto oggi.

Parlare di urgenza con quello che è accaduto e sta ancora accadendo a pochi chilometri da Roma ci sembra quanto meno fuori luogo e decisamente infelice. Spingere poi intere famiglie in mezzo alla strada, con le temperature che ci sono in questi giorni, appare quanto meno in contrasto sia con la funzione religiosa di cui si fregiano i Missionari Monfortani che con quello degli organi dello Stato preposti alla tutela del disagio laddove esso si manifesti. Soprattutto di fronte ai numerosi minori che dopo aver subito il trauma dello sgombero, ora si ritrovano anche con i loro genitori reclusi per aver difeso il loro diritto ad avere un tetto sulla testa.

I reati contestati appaiono subito pretestuosi, eccessivi e funzionali a mascherare un’operazione- in cui anche i vigili del fuoco non hanno fatto mancare il loro prezioso contributo- di ordine pubblico contro il disagio sociale organizzato nella lotta per la casa. Dipingere coloro che hanno occupato per necessità uno stabile vuoto da oltre dieci anni come spacciatori e ladri, è la consueta modalità per screditare un movimento di lotta e famiglie coraggiose che invece di attendere anni in graduatoria per un alloggio che non arriva mai hanno deciso di lottare e di recuperare dignità e reddito riusando stabili vuoti o abbandonati. [Read More]

Milano: Sgombero ZAM di Via Olgiati – Tutti rinviati a giudizio!

20130522_Sgombero_ZAM_di_Via_Olgiati_Barona_Milano9 rinvii a giudizio per i fatti di Palazzo Marino del pomeriggio del 22 Maggio 2013, giorno dello sgombero di ZAM in Via Olgiati in Barona.
A pochi giorni dal sesto compleanno di ZAM (il 29 Gennaio) e a quasi quattro anni dai fatti 9 attivisti sono stati rinviati a giudizio per la giornata di lotta seguita allo sgombero di Via Olgiati.
La prima udienza si terrà martedì 4 Aprile alle 9,30 davanti alla Decima Sezione del Tribunale di Milano.
La mattina del 22 Maggio un ingente schieramento di Polizia e Carabinieri guidato da un folto drappello di Digos si presentò per eseguire lo sgombero dello spazio sociale occupato il 29 Gennaio 2011 in Barona. La proprietà dichiarava l’urgenza di ritornare in possesso dei suoi immobili. Inutile dire che a quasi 4 anni dai fatti, le strutture di Via Olgiati versano ancora in uno stato di totale abbandono (come negli anni precedenti alla loro occupazione) e vengono sorvegliate giorno e notte dalla vigilanza privata…

Quel giorno le Forze dell’Ordine furono accolte da una serie di strutture messe in strada dagli occupanti a rappresentazione di quello che ZAM era stato nei suoi 2 anni e mezzo di vita. E quindi elementi scenici che rappresentavano sport popolare, teatro, cinema, musica, attività sociali e così via. A ZAM infatti si erano tenute decine e decine di concerti, presentazioni di libri, spettacoli teatrali, giornate aperte per gli abitanti del quartiere… Erano sorte l’Acciaieria (una palestra d’arrampicata) e una palestra di sport popolare. Si era tenuto nel Marzo del 2013 il Primo Zam Film Festival sulle produzioni indipendenti nel mondo del cinema. Era sorto un hiphoplab che è via via cresciuto e continua a calcare le scene: lo Zam Hip Hop Lab. Un ruolo via via sempre più importante era anche stato svolto dal mondo studentesco con la Rete Studenti Milano e il suo protagonismo. Ce n’era insomma, un po’ per tutti i gusti…
Per farsi strada tra le barricate le Forze dell’Ordine utilizzarono una ruspa. Dopo alcune ore due attivisti saliti sul tetto del centro sociale per rallentare le operazioni di sgombero decisero di scendere. [Read More]

Milano: Sull’azione al cinema Apollo

cinema_Apollo_milanoE’ successo.
Dopo tanti mesi nei quali si parlava della chiusura – dopo le 15 mila firme raccolte per salvarlo, dopo le innumerevoli persone che si opponevano al nuovo Apple store – ieri sera, Domenica 15 Gennaio 2017, ha chiuso i battenti per l’ultima volta lo storico cinema Apollo [Spazio Cinema Apollo ] situato nella Galleria de Cristoforis a Milano.
LUMe era lì per urlare forte e chiaro che davanti ad ogni tentativo di mercificazione delle arti risponderemo creando avamposti di guerriglia culturale
Quello di ieri sera è un esempio lampante della direzione che sta prendendo la società nella quale viviamo: chiudere un cinema per aprire un Apple store significa contribuire all’impoverimento culturale della nostra città. Significa lasciare le chiavi del proprio pensiero al pre-confezionato, al già pronto. Come LUMe laboratorio universitario metropolitano, Conserere, Lume Teatro e LUMEteca – percorsi cinefili, crediamo che la cultura vada condivisa, che possa crescere solo ed attraverso il contributo di tutti. Noi con i compagni del CSOA Lambretta e del Lato B – l’altro lato di Milanoeravamo lì a urlarlo.
Le porte dell’Apollo hanno chiuso per sempre… Ma le porte di Lumeteca e di LUMe sono sempre aperte…. Viva il cinema e Viva la cultura dal basso!
Ricordate che partecipare è l’unico modo per accorgersi di avere ancora un ruolo.
LUMe, LUMeteca, Conserere, LUMeTeatro. [Read More]

Atene: Exarchia, primo anno dello squat Themistokleous 58

One_Year_58_SquatIl 10 gennaio 2017, lo squat Themistokleous 58 a Exarchia ha concluso il primo anno di attività. In questo anno il nostro squat ha intrapreso una serie di iniziative per intensificare la guerra sociale, e ha partecipato a numerose azioni di sostegon a progetti e individui presi di mira dalla repressione delle autorità.

Abbiamo messo in avanti la solidarietà anarchica internazionalista tra ribelli, perché crediamo che può essere una relazione reciproca destinata a sviluppare affinità e complicità contro lo Stato, il Capitale e la dominazione, e continuiamo a farlo nella pratica distruggendo le false divisioni basate su origine, lingua, genere, orientazione sessuale e il bagaglio religioso o profano di chiunque sia associato in qualsiasi maniera al nostro progetto.

Ci siamo opposti al patriottismo e al razzismo diffuso (che sia manifesto o nascosto), e rifiutati di discriminare chi migra sulla base dello statuto attribuito loro dalle autorità (rifugiati contro non-rifugiati). Abbiamo cercato di intrecciare la lotta contro il controllo e la repressione della migrazione con una critica esauriente e pratica del complesso di dominazioni che divide e isola ogni tentativo di liberazione per indebolirli e eliminarli più facilmente.

Abbiamo protetto il carattere anti-instituzionale del nostro progetto con ogni mezzo, mantenendo lo squat e le sua attività liberi dalla presenza e l’influenza di ONG, stampa e ogni tipo di intermediario. Abbiamo difeso la nostra autonomia politica senza alterare le caratteristiche fondamentali della nostra comunità agguerrita. Allo stesso tempo abbiamo scelto di incontrare gli/le altr* sul terreno dei disaccordi multirazziali, lavorando insieme ogni qualvolta e ovunque considerassimo che le rispettive strutture politiche e organizzative corrispondevano ai nostri obiettivi. [Read More]

Koper: L’amianto se ne va, UPI rimane

20170117_Inde_Plataforma_KoperLa Piattaforma Creativa Inde (UPI) dà il benvenuto alla bonifica dai rifiuti pericolosi (amianto, aghi usati) nell’area dell’ex fabbrica INDE, ma comunichiamo di non acconsentire allo svuotamento dei locali già risanati che dal 5 ottobre 2014 sono già in uso dall’ UPI. Siamo convinti che la bonifica dei rifiuti pericolosi sia fattibile senza dover interrompere l’attività del collettivo.

Dall’ottobre 2014 abbiamo dato prova attraverso il coinvolgimento diretto e l’ampia risposta dei visitatori che questo spazio è di enorme importanza nella regione. Negli spazi dell’UPI stiamo portando avanti dei programmi sociali (cibo per le persone svantaggiate, raccolta di beni per il sostentamento dei rifugiati etc), programmi culturali (più di 300 concerti, tavole rotonde, mostre d’arte, proiezioni etc), programmi di formazione (conferenze, laboratori, corsi pratici etc..) campagne ambientaliste, interventi di recupero, programmi sportivi (skate park, laboratori di danza, autodifesa, gare sportive e giornate dedicate allo sport) e così via. [Read More]

Izola: Sgomberato lo spazio sociale Argo

Autonomous_zone_ARGO_Izola_Slovenia_Nuovo attacco repressivo contro uno spazio sociale e autogestito in Slovenia.
L’Argo squat ad Izola, era già stato oggetto di repressione qualche mese fa, ma gli/le occupanti avevano respinto il primo tentativo di sgombero.
Questa mattina presto (martedi 3 gennaio), probabilmente in un momento in cui nessun* era all’interno dello squat, la compagnia di sicurezza Galekom, per interesse della proprietaria “Slaba banka” DUTB ha fatto irruzione negli stabili in maniera violenta, impedendo l’accesso agli/lle occupanti che non hanno potuto nemmeno tornare in possesso degli effetti personali lasciati all’interno nè agli altri oggetti comunitari (strumenti musicali, attrezzi, opere d’arte).
L’Argo è stato presidiato dalle guardie che negavano ogni genere di comunicazione con gli/le occupanti.
A quanto risulta, come successo in precedenza anche in un altro tentativo di sgombero di uno spazio sociale a Ljubljana, il Rog, questa estate, l’iter adottato dalle guardie di sicurezza è irregolare in quanto non c’è stato alcun preavviso di sfratto “legale” di una proprietà privata.
Come sta avvenendo in altri spazi sociali in Slovenia e in Europa questo è un altro inaccettabile attacco all’autogestione e all’autodeterminazione delle comunità che non passerà inosservato. [Read More]

Cosenza: Gli occupanti di via Savoia si presentano al quartiere

201612_Cosenza_occupazione_via_SavoiaIl giorno prima il Comitato Prendocasa ricevuto dal dirigente Aterp

Lo scorso sabato 11 dicembre, negli spazi della nuova occupazione di via Savoia, si è svolta una partecipata assemblea di quartiere, un’assemblea che ha registrato la presenza , fianco a fianco, di occupanti, semplici cittadini, militanti, organizzazioni sindacali di base, rappresentanti dei comitati di quartiere e della realtà culturali che, da lungo tempo, lo animano. Un momento di dialogo, conoscenza e confronto fortemente voluto da chi, ormai quasi un mese fa, si è ripreso con determinazione il diritto all’abitare, rivitalizzando uno stabile che, altrimenti, avrebbe continuato a versare nel più totale abbandono. L’invito alla partecipazione è stato positivamente accolto da un quartiere che, teniamo a ribadirlo, sin dal primo minuto si è mostrato accogliente e solidale, comprendendo immediatamente che “illegale” è chi specula, deturpa e sottrae impunemente risorse, non chi lotta per il riconoscimento di un diritto fondamentale. Il Comitato Prendocasa e gli occupanti si sono presentati al quartiere, rilevando l’importanza di innescare dei proficui cortocircuiti tra gli abitanti di via Savoia 24 e la restante popolazione del quartiere. Cortocircuiti di ordine sociale, culturale, formativo, solidale. Si è palesata la necessità di dare vita a iniziative che valorizzino le risorse umane e culturali presenti nel quartiere: scuola popolare, laboratori teatrali, momenti di gioco e svago per i più piccoli, pranzi sociali, interventi di riqualificazione nelle zone che circondano il quartiere, ivi compresa la villetta di via Roma. [Read More]

Roma: 17 dicembre in corteo per la libertà di movimento e il diritto di residenza

20161208_romaSaremo in corteo sabato 17 dicembre per sostenere fattivamente la lotta di chi vuole transitare in Italia e in piena libertà raggiungere altri paesi europei, possibilità oggi preclusa da una legislazione europea vessatoria e da un comportamento governativo decisamente poco accogliente.
La mobilitazione del movimento per il diritto all’abitare di giovedì 8 dicembre con il sit-in sotto l’albero natalizio di piazza Venezia andava esattamente in questa direzione e sollecitava le amministrazioni locali e il governo a non affrontare l’emergenza abitativa e l’accoglienza come questioni di ordine pubblico.
Al termine di una partecipata assemblea che si è svolta venerdì 9 dicembre nell’occupazione di via del Porto Fluviale, si è deciso di partecipare alla manifestazione indetta da varie reti sul tema dell’accoglienza, con l’obiettivo di allargare il fronte di lotta e aumentare la pressione sulla sindaca Raggi affinché si passi dalle parole ai fatti.
Non bisogna pensare solo ad un hub per i migranti, ma mettere in campo un processo ben più serio che garantisca la libertà di movimento e accoglienza a chi transita in questa città e il diritto di residenza negato sulla base dell’art5 del Piano Casa a coloro che ci vivono.
Saremo in piazza anche per ribadire la necessità del superamento della cosiddetta “delibera Tronca” n.50 e per sollecitare un confronto serrato sull’applicazione della delibera regionale per l’emergenza abitativa del 2016. Dopo le riunioni tra Mazzillo, Sartore e Refrigeri, e per dare seguito agli impegni presi dall’assessore al bilancio del Comune di Roma nel pomeriggio dell’8 dicembre in largo Corrado Ricci, chiediamo un incontro urgente prima di Natale. [Read More]